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Follonica, immigrato prende a martellate una donna di 69 anni di Siena: è gravissima

Carlo Pellegrino
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Sembra un film dell’orrore, invece è la realtà. Che squarcia una vacanza al mare, a Follonica. Dove una donna, alla fine di una tranquilla serata in compagnia dei due nipoti, viene presa a martellate in testa da uno sconosciuto davanti alla porta di casa. E’ la terribile e assurda vicenda di una 69enne della provincia di Siena che adesso lotta tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva neurochirurgica al policlinico Le Scotte.

 

 


Manca poco alla mezzanotte di giovedì quando la signora fa rientro nell’appartamento in cui alloggia: si trova in una struttura in via dei Pini nella cittadina del Golfo, in Zona Nuova, nota come “complesso San Venero”. Con lei ci sono i due nipoti, che hanno nove e undici anni. Al terzo piano escono dall’ascensore e si trovano davanti un giovane africano, un 34enne originario del Burkina Faso. La violenza, secondo la ricostruzione dei carabinieri, è immediata, feroce e inspiegabile. L’uomo, con il martello, prima ferisce uno dei ragazzini a una mano, poi si accanisce contro la donna, colpendola ripetutamente e con violenza alla testa.
Le urla scuotono il condominio e in soccorso della donna accorre un altro straniero, un cittadino senegalese. Anche lui, 39enne, abita al terzo piano dell’edificio: si lancia sull’aggressore e cerca di fermarlo, ingaggiando un’accesa colluttazione. L’incubo finisce soltanto quando arrivano le pattuglie dei carabinieri: servono diversi militari per bloccarlo e ammanettarlo, mentre lui continua ad inveire e a minacciare di morte i carabinieri, cercando di colpirli con calci e pugni. Dopo l’arrivo degli operatori, che riescono a somministrargli un calmante, il 34enne del Burkina Faso viene condotto in caserma. Qui è arrestato con l’accusa di tentato omicidio, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

 

 

La 69enne, invece, viene trovata adagiata su un muretto, apparentemente priva di sensi. Immediati i soccorsi e la richiesta di intervento dell’elisoccorso Pegaso, che la trasporta alle Scotte. Al policlinico viene sottoposta a un delicato intervento chirurgico alla testa: le sue condizioni sono gravissime. Nella serata di ieri la donna era ancora in prognosi riservata. Il nipote della donna e il coraggioso senegalese intervenuto hanno entrambi dieci giorni di prognosi per contusioni varie. Sul motivo che ha scatenato la follia dell’aggressore, che adesso si trova nel carcere di Siena, al momento è buio pesto. Gli elementi raccolti dai carabinieri non hanno fatto emergere motivi o cause particolari, ma un quadro psichiatrico verosimilmente alterato dell’aggressore, che ha agito utilizzando un comune martello in ferro con manico in plastica.
Le indagini dei militari, coordinate dalla Procura di Grosseto, vanno avanti. Stando alle testimonianze dei vicini di casa il giovane avrebbe manifestato, nell’ultimo periodo, preoccupanti segnali di intolleranza verso il prossimo. L’uomo, secondo i racconti dei condomini, vive nello stabile da cinque anni, in un monolocale di circa 40 metri quadri, proprio accanto all’ascensore. A lungo presenza cordiale ed educata nella struttura, qualcosa sarebbe cambiato nella scorsa estate. “Sembrava nervoso, si lamentava di tutto – raccontano alcuni vicini - Ha vomitato più volte nel cortile e anche in ascensore e una sera ha aggredito verbalmente, ma con violenza, una signora, perché secondo lui stava chiacchierando a voce troppo alta”.

 

 


I condomini avrebbero segnalato i comportamenti dell’uomo alle forze dell’ordine anche perché con il passare del tempo la situazione era peggiorata. Fino al terribile epilogo di giovedì sera. “Abbiamo sentito delle urla fortissime, rumori, poi di nuovo urla – raccontano - Ci siamo affacciati e c’era sangue ovunque. Lui bussava alle porte e noi eravamo terrorizzati, abbiamo chiamato i carabinieri. Dicevamo ai nostri familiari di non tornare a casa, mentre provavamo a far coraggio alla donna, che le forze dell’ordine stavano arrivando”. Poi qualcuno apre la porta: è il 39enne senegalese che si getta sull’aggressore: “È stato un eroe. Lo ha tenuto fermo fino all’arrivo dei carabinieri. C’era sangue ovunque. Non lo dimenticheremo mai”.
La notizia ha sconvolto sia la provincia di Siena, dove la donna vive, che quella di Grosseto. Ieri mattina il sindaco di Follonica, Andrea Benini, si è messo in contatto con i parenti. “Siamo vicini alla famiglia della donna che è stata brutalmente aggredita - ha poi scritto il primo cittadino - ho potuto parlare con la figlia che è ovviamente sconvolta per quanto accaduto. Quello che è successo è un episodio gravissimo che stiamo ancora cercando di comprendere nei dettagli. Siamo sgomenti di fronte a una violenza del genere che non può avere alcuna giustificazione”. Da tempo nella cittadina del Golfo l’opposizione attacca l’Amministrazione per una situazione talvolta delicata per la presenza di immigrati. Ieri, tra gli altri interventi, quelli del capogruppo dell’opposizione Massimo Di Giacinto, del senatore leghista Mario Lolini e del consigliere regionale del Carroccio Andrea Ulmi, che hanno definito la situazione “fuori controllo”, arrivando a chiedere l’intervento dell’Esercito.