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Siena, presunto stupro di gruppo: Portanova può tornare ad allenarsi, accolta istanza

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Si alleggerisce la misura cautelare inflitta a Manolo Portanova, il calciatore del Genoa tra i quattro giovani accusati di una presunta violenza di gruppo a danno di una 21enne studentessa universitaria di Siena, che sarebbe avvenuta nella notte tra il 30 e il 31 maggio. Il tribunale di Siena ha accolto la richiesta del suo difensore Gabriele Bordoni, che incassato il no del tribunale del Riesame di Firenze, ha incontrato lunedì Gip e pm per ottenere una revisione della misura affinché il suo cliente potesse tornare almeno al lavoro. Istanza accolta: oggi Portanova potrà raggiungere Genova dove si sottoporrà alle visite mediche di rito precedenti alla partenza della squadra – guidata da Davide Ballardini – per il ritiro in Austria. Il lavoro di Bordoni non si ferma qui perché l'obiettivo è ottenere una revisione più ampia del provvedimento, nell'ottica dell'inizio del ritiro. “Può unirsi alla squadra – sottolinea – e sottoporsi alle visite mediche, è un primo passo”. L'urgenza era legata al rischio che la mancata presenza dell'atleta per la partenza del ritiro potesse condurre alla rescissione del contratto.

 

 

Per quanto riguarda gli altri due giovani finiti ai domiciliari, Alessio Langella e Alessandro Cappiello, si attendono le determinazioni del collegio del Riesame, che ha esaminato lunedì i ricorsi presentati per chiedere di revocare gli arresti domiciliari. La difesa di Langella ha anche prodotto un video di quella sera che a suo dire proverebbe la consensualità del rapporto. 

 

 

Nel frattempo vanno avanti le indagini. Lunedì, secondo fonti vicine all'inchiesta, potrebbero concludersi le operazioni di analisi dei contenuti rinvenuti nei telefoni dei protagonisti, video, foto e quant'altro, e ci potrebbero essere le prime risultanze. Nei giorni scorsi inoltre il pm Nicola Marini ha voluto incontrare ed interrogare di persona la presunta vittima della violenza, che finora non si era mai confrontata col magistrato. La giovane, ancora molto provata per quanto successo, ha ribadito la sua versione dei fatti, alla luce dei riscontri ottenuti dalla Procura in questo mese di accertamenti. Il pubblico ministero conta di poter mettere insieme tutti gli elementi del delicato puzzle entro la fine di luglio.