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Siena, presunto stupro di gruppo: visionato video in tribunale. La difesa: "Non c'è violenza"

Claudio Coli
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Prosegue la battaglia legale da parte dei difensori dei tre giovani arrestati e posti ai domiciliari in relazione al presunto stupro di gruppo che sarebbe avvenuto a Siena tra il 30 e il 31 maggio scorso, con vittima una studentessa universitaria di 21 anni. E spuntano i primi video che sarebbero stati realizzati in quella notte, in una casa vicina a Piazza del Campo. Ieri al tribunale del Riesame di Firenze sono stati discussi i ricorsi contro la misura cautelare applicata nei confronti di Alessio Langella, zio del calciatore Manolo Portanova, e di Alessandro Cappiello: entrambi i legali hanno chiesto di revocare il provvedimento del gip del tribunale di Siena (nel caso di Cappiello, in subordine, di rivederlo per permettere il ritorno a lavoro), mentre il pm Nicola Marini, che coordina la delicata inchiesta, ha invece fatto istanza affinché gli arresti vengano mantenuti. Il collegio, lo stesso che ha analizzato il ricorso – ufficiosamente respinto – della difesa di Portanova, si è riservato e deciderà a giorni. Per convincere il tribunale, la difesa di Langella – in capo all'avvocato Alessandro Betti – ha prodotto del materiale difensivo, tra cui un primo filmato relativo all'atto sessuale, ricavato dal telefono del giovane dissequestrato dopo i vari accertamenti di tipo irripetibile. Pochi secondi di video, che attesterebbero, per la difesa del giovane, come non ci sia traccia di violenza, ma una piena consensualità del rapporto. Un passaggio fondamentale per l'inchiesta, dal momento che ci sarebbe la conferma di quanto dichiarato dalla giovane, la quale nella sua denuncia aveva parlato di aver visto flash provenienti dai telefonini dei suoi aggressori.

 

 

“Ribadisco – ha affermato l'avvocato Alessandro Betti – la piena innocenza del mio assistito”. Su video e filmati ci sarà comunque battaglia tra le parti, dal momento che sarà da stabilire quali e quanti altri filmati – estrapolati da memoria dei device e ICloud - sono in possesso degli inquirenti, che da fonti vicine all'indagine, dovrebbero poter concludere l'analisi di tutto il materiale entro questa settimana, e portano avanti la tesi della costrizione. Sotto la lente di ingrandimento ci sono adesso pure i profili Instagram dei protagonisti della torbida vicenda. Si cerca di capire la tela dei rapporti, specialmente tra Portanova e la giovane, che si piacevano e si erano appartati finché non sono apparsi gli altri tre. Altro punto dirimente dell'inchiesta è accertare un eventuale accordo pregresso per consumare la violenza, come ipotizzato dal Gip.

 

 

Chi “lotta” per far uscire quanto prima dai domiciliari il suo cliente è anche l'avvocato Gabriele Bordoni, difensore di Portanova. Ricevuto il rigetto del Riesame “ma solo telefonicamente” precisa il legale, ieri si è tenuto un incontro proprio tra l'avvocato, pubblico ministero e gip: la difesa del calciatore professionista ha presentato altro materiale difensivo – di tipo testimoniale e legato ai contenuti dei telefoni – chiedendo di annullare la misura cautelare. Poi ci si ricorrerà anche in Cassazione. La corsa contro il tempo è per permettere al 21enne in forza al Genoa di raggiungere i suoi compagni di squadra che il 12 inizieranno il ritiro pre-campionato in Austria.