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Siena, Barbara Paolini: "Caldo e Covid, ecco i cibi giusti per difendersi. Acqua sempre fondamentale"

Carlo Pellegrino
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“Il grande caldo è arrivato. Con lui quello che possiamo considerare l’esaurimento estivo, una condizione fisica di spossatezza, un affaticamento psicofisico provocato dalla disidratazione”. Barbara Paolini, direttrice Uosa dietetica e nutrizione clinica dell’Aou Senese, invita a fare attenzione. “Condizioni che possono essere accompagnate da crampi o da malessere generale – afferma il medico dell’ospedale Le Scotte – questa sensazione di esaurimento da calore si verifica soprattutto oltre i 32 gradi. Studi ci dicono che superare queste temperature nei luoghi di lavoro porta a un calo delle prestazioni ma anche a disagi, a rallentamenti delle capacità cognitive e, in base alla professione, e anche a condizioni di insicurezza”.

 

 

 

Cosa fare, quindi?

“La tavola è fondamentale, l’alimentazione è la prima regola da seguire. Servono pasti piccoli e frazionati, magari con più spuntini, evitando quelli abbondanti e pesanti dal punto di vista calorico e del tempo. Abbiamo bisogno di un po’ di zucchero, di glucosio che ci serve come combustibile per le nostre cellule, sotto forma di frutta fresca, essiccata o disidratata, che può essere utile anche perché ci permette di assumere sali minerali fondamentali come il potassio. Poi serve anche del calcio che troviamo nei latticini, negli yogurt e nei formaggi freschi: consiglio spuntini o bicchieri di latte fresco, che danno anche proteine nobili. Infine il magnesio combatte la stanchezza e aiuta nella concentrazione. Sali minerali e vitamine li troviamo soprattutto nella verdura”.

Quale?

“Da preferire fresca. Meglio cruda, perché ha più acqua e vitamine, che perde con la cottura. Anche la frutta. Di stagione ed estiva, più ricca di acqua e zuccheri. Quindi anguria, melone, pesche, albicocche. La stagionalità rispetta i nostri fabbisogni: consumando verdura e frutta cruda assumiamo più vitamine che aiutano a combattere lo stress provocato dal caldo estivo. Da consumare in fretta: le vitamine tendono a ossidarsi e perdono la loro funzione. Occorre anche rispettare la catena del freddo facendo attenzione al frigorifero ed evitando lunghe conservazioni. Mi faccia però sottolineare anche un altro aspetto importante”.

Prego.

“L’acqua è il primo nutrimento, assolutamente fondamentale. In qualsiasi momento dell’anno, ma soprattutto in estate quando il fabbisogno aumenta in proporzione alla perdita di liquidi, al peso, ai farmaci che vengono assunti e ancora una volta all’alimentazione. Mangiando tanta frutta e verdura che ci danno acqua avremo meno bisogno di liquidi. Poi l’età: dobbiamo fare attenzione ai bambini che, concentrati sui giochi, tendono a non chiedere acqua. E agli anziani: per loro la sensazione della sete è notevolmente diminuita. Infine le persone non autosufficienti che non chiedono di bere. I soggetti fragili vanno aiutati”.

Prima parlava di luoghi di lavoro. Come conciliare le esigenze di chi in ufficio ha caldo e di chi soffre l’aria condizionata?

“La forma fisica è fondamentale: chi è più in carne ha una protezione naturale rispetto a chi è magro e sopporta peggio il freddo. La temperatura non dovrebbe essere né troppo fredda né troppo calda: nel primo caso si riduce la capacità lavorativa, nel secondo aumenta il rischio di malanni stagionali. Serve un compromesso: se fuori ci sono 35 gradi, dentro possiamo consigliarne 26. Scendere sotto i 22 non va bene: dipende molto anche dalla percezione e dall’abitudine, pensiamo all’uso estremo del condizionatore fatto negli Stati Uniti”.

 

 

 

Covid, alimentazione e acqua.

“Sicuramente c’è bisogno di antiossidanti, era chiaro fin da subito. Parliamo di una forma di difesa, come le vitamine, che ci proteggono da qualsiasi aggressione esterna perché combattono i radicali liberi, ciascuna con le proprie funzioni. O dei sali minerali, che vengono persi con il sudore: c’è una forte relazione tra apporti di zinco e il Covid. Lo zinco ha un’importante azione antivirale, ce lo dicono molti studi: garantire un discreto apporto nella nostra alimentazione è importante. Lo prendiamo dal pesce, dai crostacei, dalle ostriche e dalla frutta secca. In generale sono sempre preferibili pasti completi, anche un monopiatto, magari con pesce, carni bianche, o vegetariano. Sarebbe utile ridurre gli alimenti salati, come gli affettati e per noi toscani è difficile”.

L’utilizzo della mascherina comporta necessità diverse?

“La mascherina è una protezione fondamentale che ci aiuta tantissimo. Di sicuro ci fa sudare un po’ di più: l’acqua resta il cardine che ci guida, specie in estate. Attenzioni agli alcolici, che portano a una disidratazione, stimolando la sudorazione e facendoci perdere vitamine. Limitarli, come del resto le bevande eccitanti come the, caffè, coca cola che favoriscono diuresi e disidratazione”.

Possiamo stare davvero più tranquilli in estate?

“Il caldo ci protegge dal Covid, ma dall’altro come immunosoppressore ci rende più deboli. Occorre continuare a fare attenzione, questo liberi tutti mi preoccupa specie per gli adolescenti. Ho fatto e tornerò a fare turni ai vaccini: sollecito i genitori a vaccinare i ragazzi perché purtroppo c’è resistenza. L’attenzione sta calando notevolmente e invece è fondamentale farlo perché loro sono un veicolo importante di infezione: non vorrei dovessimo ritrovarci con una nuova ondata da affrontare in autunno”.

Qual è stato il contributo della sua squadra al team multiscidiplinare delle Scotte?

“Ciascuno seguendo le proprie competenze ha fornito un supporto in questo anno e mezzo. L’estate scorsa con il caldo i colleghi andavano incontro a forti disidratazioni, perché non potevano togliersi nemmeno la tuta. E’ stata approntata una strategia con menù appositi che permettessero apporti di liquidi e sali minerali che anche in questa estate proseguirà con un servizio particolare per i degenti e anche per gli operatori. Questa attenzione particolare nei confronti dei colleghi ha affiancato il nostro intervento in Area Covid”.

Covid e alimentazione: che relazioni?

“Le persone più fragili sono più a rischio. Quindi gli obesi, che possano avere maggiori complicanze polmonari o cardiovascolari. Ma anche i soggetti malnutriti, che hanno risposte immunitarie ridotte. Non è tanto l’alimentazione di per sé, ma lo stato nutrizionale compromesso che può comportare un rischio. Questo vale per tutte le patologie: occorre prevenire la malnutrizione. Sempre. La principale causa che crea complicanze in ogni malattia è proprio questo: se ne parla molto ma il trattamento è sempre laborioso, visto che la diagnosi è tardiva. Le risposte a ogni terapia sono molto più deboli in queste persone”.