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Siena, il futuro dello stadio: "Franchi ammasso di tubi, va rifatto" le parole dell'assessore Benini

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C’è disponibilità dell’amministrazione comunale di Siena a valutare un progetto di riqualificazione dello stadio Artemio Franchi, che metta al servizio della città un impianto moderno e all’avanguardia, a patto che rientri nei canoni di sostenibilità e che la proprietà rimanga pubblica. Per questo il Comune è pronto ad aprire un confronto con la società Acn Siena, che, del resto, ha vinto il bando per l’assegnazione del Rastrello e del “Massimo Bertoni” dell’Acquacalda per i prossimi dieci anni, fermo restando che tale assegnazione riguarda un cronoprogramma di lavori preciso, che non prevede una ristrutturazione profonda, ma i lavori inseriti nel documenti per la gestione dell’impianto. Vincendo il bando pubblico, l’Acn Siena si è impegnata infatti a un investimento di un milione e duecentomila euro per la ristrutturazione delle tribune e l’adeguamento sismico, oltre alla manutenzione sia del Rastrello che della struttura dell’Acquacalda, anch’esse assegnate in gestione al club. La società bianconera ha però più volte specificato che, al di là del bando, lo stadio è uno degli asset su cui investire per consolidare la società stessa.

 

 


L’assessore allo sport, Paolo Benini, affronta la questione a tutto tondo. Iniziando con una frase piuttosto significativa: “Parto da due presupposti. Lo stadio attuale in quella zona di Siena e fatto in quel modo non so bene come definirlo, se non un ammasso di tubi o una cosa post moderna che trovo orrenda. Per cui vorrei fosse fatto uno stadio”. “Lo stadio è un bene pubblico e deve rimanere al Comune - precisa l’assessore - Secondo me si può aprire un confronto con la società che a quel punto ci farà vedere qualcosa di più concreto. Credo si possa trovare un punto di incontro, tale da consentire di rifare lo stadio con le più ampie garanzie per l’amministrazione e la collettività. Se ci saranno questi presupposti si potrà dare seguito al progetto”. Poi una precisazione: “Non mi allargo alle aree circostanti il Siena ha parlato anche dell’area della Fortezza, mi concentro sullo stadio. Che, ripeto, è un bene pubblico e tale deve rimanere: senza andare su misure lunari, serve un impianto bello e funzionale. Per la sua eventuale realizzazione ci sono passaggi da effettuare e credo si debbano fare nello stadio eventuali attività che non vadano a cozzare con quelle del territorio, ma semmai siano a supporto nel richiamare ulteriori persone a Siena”. “Ho avuto dialoghi molto informali – dice ancora Benini – e penso di organizzare per settembre un’iniziativa che coinvolga le realtà del territorio, le commissioni comunali interessate e gli assessori competenti per capire meglio il futuro”.

 

 


La società dell’Acn Siena, dunque, dovrà agire adesso su due piani. Il primo riguarda il progetto di ristrutturazione contenuto nel bando vinto per la gestione decennale; l’altro, nel caso, su un rifacimento e un ammodernamento più profondo. E’ possibile che i due progetti si intersechino, anche per ottimizzare una ristrutturazione completa dell’impianto, ma al momento di concreto c’è il bando, che non prevede ampliamenti o rifacimenti completi, ma sostanzialmente il consolidamento della struttura attuale dell’Artemio Franchi di Siena, in modo da conservare la possibilità di ospitare fino a 15 mila spettatori, qual è l’attuale capienza dello stadio. “Il bando – conclude l’assessore comunale allo sport - come ho sempre detto, riguarda la struttura attuale e prevede, lo abbiamo detto fino alla noia, un adeguamento sismico che è già stato approvato dalla commissione pubblico spettacolo dove c’è un cronoprogramma che deve terminare entro il 2023. La società ha tempo sei mesi dall’assegnazione, che è definita e sarà ultimata in queste ore dal punto di vista burocratico, per presentare un progetto su questi lavori”.