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Siena, telecamera killer pizzica gli incivili del rifiuti: trenta sanzioni in tre settimane

 silvia-buzzichelli

Carlo Pellegrino
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Trenta sanzioni in appena tre settimane. Sono quelle che ha fotografato la telecamera killer posizionata dall’amministrazione comunale di Siena in una zona della città in cui sono ancora presenti cassonetti dell’indifferenziato. “Parliamo di rifiuti dell’edilizia – afferma Silvia Buzzichelli, assessore comunale all’ambiente – scarti di lavori nelle case, svolti dalle ditte o dai privati”. Se negli anni quella dell’abbandono selvaggio dei rifiuti è stata un’emergenza, la situazione a Siena sta migliorando, anche grazie alla campagna di sensibilizzazione di Palazzo Pubblico. Poi, dopo la prevenzione, l’utilizzo degli ispettori ambientali e delle telecamere, anche quelle mobili, ha portato a sanzionare i comportamenti scorretti. “Proprio in questi giorni stiamo provvedendo a notificare le sanzioni con gli ispettori ambientali – spiega l’assessore – parliamo di cartongesso, legname e altro materiale edile scaricati abusivamente nei cassonetti aperti in una zona della città. Se sono stati privati, avrebbero dovuto conferire correttamente questi rifiuti. Se sono state ditte la situazione è ancora più grave perché ci sono delle procedure e dei costi da sostenere per lo smaltimento in discarica”.

 


Una situazione resa possibile anche dal rallentamento del piano di riorganizzazione di Sei Toscana. “Parliamo di conferimenti scorretti in isole ecologiche che non sono affatto ecologiche – precisa Buzzichelli – quanto piuttosto cassonetti indifferenziati in cui si scarica di tutto in maniera casuale. Postazioni da chiudere prima possibile. Non dovrebbero esserci cassonetti aperti in città, è necessario passare in fretta a una copertura completa attraverso i cassonetti intelligenti. Prima la pandemia, poi un problema nella fornitura, ha provocato questo periodo di fermo del gestore. Adesso siamo al 70% e a breve partiremo con Acquacalda e Petriccio. Un programma che va completato velocemente per non offrire un terreno fertile alle zone e ai comuni confinanti, in cui invece si è già passati a un porta a porta spinto”.
Telecamere killer, ovvero inevitabili sanzioni conseguenti a comportamenti scorretti. Ma anche la necessità di cambiare la mentalità di Siena. “Ogni volta che iniziamo un nuovo step in un quartiere – afferma l’assessore – ci imbattiamo in una prevedibile resistenza da parte del cittadino. Abituato ad avere il cassonetto dell’indifferenziato sotto casa, sempre aperto, in cui smaltire i propri rifiuti senza orario e impegno. Prendiamo il caso della postazione che si trovava di fronte al tribunale, che non aveva ragione di essere presente e che per qualche motivo nei lustri precedenti nessuno si era preoccupato di rimuovere. Quando è stata eliminata, nonostante i cartelli, i cittadini hanno continuato a lasciare i loro rifiuti come se fossero ancora presenti i cassonetti. Lo facevano per abitudine: paghiamo gli errori e la scarsa sensibilizzazione del passato. Ma poi, con il passare dei giorni e delle settimane, questa criticità è stata risolta e adesso la zona è pulita”.

 

 


Dopo Acquacalda e Petriccio, toccherà a Ravacciano e Pispini. “Io mi rendo perfettamente conto della particolare conformità della città di Siena – spiega ancora Buzzichelli – che rende questo piano ancora più difficile e laborioso. Poi l’alta densità di popolazione, la viabilità complessa, la difficoltà nell’eliminare parcheggi per fare spazio ai cassonetti. Tutte problematiche aggiuntive rispetto a città come Grosseto e Arezzo che sono partite prima e sono più avanti di noi. Dobbiamo continuare a lavorare e andare avanti nella nostra opera di sensibilizzazione”. Con una speranza: “Aver raggiunto il 60,54% della raccolta differenziata a Siena - conclude l’assessore Buzzichelli - ci conforta perché tanto è stato fatto, visto il punto di partenza. Adesso dobbiamo continuare così”.