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Ferrovia Siena-Empoli, commissariamento per il progetto da 267 milioni

Carlo Pellegrino
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C’è una svolta per l’atteso - praticamente da sempre - ammodernamento della linea ferroviaria Siena-Empoli. Il raddoppio di un tratto di dieci chilometri e l’elettrificazione dell’intero itinerario sono stati infatti inseriti nella seconda lista di grandi opere italiane da commissariare: sono 44 in tutta la penisola, per un investimento previsto di 13,2 miliardi. Di questi 267 milioni serviranno per il progetto della Empoli-Siena. Ci sono già, almeno in teoria: 182 milioni accantonati con le leggi di bilancio precedenti, 85 attinti al Fondo per lo sviluppo e la coesione. Delle risorse messe sul piatto un po’ più della metà andranno per il raddoppio (che dovrebbe anche partire prima), il resto per l’elettrificazione.

 


E’ un collegamento cruciale per il Senese e per tutta la Toscana, considerando che il tratto Siena-Empoli è, con Siena-Grosseto e Siena-Chiusi, uno di quelli ancora senza elettricità. Non è casuale, e neppure un merito particolare, che la stazione di Siena sia hub per la Toscana per i treni diesel. Con l’arrivo del commissario l’iter gioverà (o quantomeno dovrebbe giovare) di un robusto abbattimento dei tempi. 
Oggi, per percorrere i circa 65 chilometri tra il capoluogo ed Empoli, sono previsti tempi compresi tra un’ora e due minuti e un’ora e undici minuti. Dipende dalle fermate intermedie: quelle standard sono Poggibonsi-San Gimignano, Certaldo e Castelfiorentino; si possono aggiungere Badesse, Castellina in Chianti-Monteriggioni, Barberino Val d’Elsa, Certaldo, Castelfiorentino, Granaiolo e Ponte a Elsa. Con una certezza:_chi da Siena vuole andare a Firenze, a Bologna o a Milano non ha alternative e un collegamento più funzionale, dopo decenni di attesa, faciliterebbe la vita di tutti e una reale alternativa all’auto, ad oggi al limite dell’improponibile.
Il progetto prevede due macrointerventi: da una parte l’elettrificazione della linea Empoli-Siena, dall’altra il raddoppio del tratto Empoli-Granaiolo. Quest’ultimo riguarda “circa dieci chilometri, mantenendosi pressoché in sede e in affiancamento al binario esistente”; sono previste “piccole rettifiche al tracciato esistente in corrispondenza delle attuali curve sottodimensionate per le caratteristiche prestazionali attese”. Parallelamente ci saranno “la trasformazione in fermata di Ponte a Elsa con sottopasso e marciapiede a standard (due metri e mezzo di lunghezza e 55 centimetri di altezza) e l’eliminazione di 13 passaggi a livello”. Inoltre verranno realizzati “gli apparati centrale computerizzati di Empoli e di Granaiolo”: si tratta di strumenti più moderni che consentiranno un upgrade gestionale e tecnologico, indispensabile supporto alla nascita del doppio binario. Infine le “modifiche del piano del ferro ad Empoli con adeguamento del sesto binario a 750 metri”. 

 


A lavori conclusi non saranno ovviamente dimezzati i lunghi tempi di percorrenza, anche perché resterà da raddoppiare il tratto Poggibonsi-Siena (in precedenza era stato ultimato l’ammodernamento del tratto Granaiolo-Poggibonsi), ma i viaggiatori risparmieranno qualche minuto. Soprattutto ne beneficerà la regolarità del servizio, eliminando tutti i disagi, gli imprevisti e i possibili ritardi derivanti dall’incrocio tra due convogli e le soste nelle stazioni per permettere il passaggio dei treni su un unico binario.
Il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha proposto 13 commissari: l’elenco è stato inviato dalla Presidenza del Consiglio alle Camere per l’approvazione.