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Palio di Siena, il 2 luglio una mostra del fotografo Delogu sui fantini nell'Entrone

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Tornano gli "assassini" (come li definisce un noto stornello senese) di Marco Delogu. E lo faranno in un luogo simbolo del Palio, come l'Entrone, e in una data che più significativa non potrebbe essere: il 2 luglio, giorno della Carriera di Provenzano annullata. Il noto fotografo internazionale, dunque, è tornato a ritrarre i fantini a oltre 20 anni di distanza. "Dopo alcuni anni a Londra - racconta - quando sono rientrato in Italia ho sentito l’esigenza di tornare a fare i ritratti, strada che avevo interrotto per un po’. Quale occasione migliore, allora, che ricominciare da dove avevo finito nel 1998? Anche perché, da allora, il ricambio è stato praticamente totale: sono rimasti solo Gigi Bruschelli e Valter Pusceddu. Così sono andato a parlare con il sindaco Luigi De Mossi, che ha accettato la mia proposta. Mi sono tuffato in questa avventura con entusiasmo e ho avuto l’aiuto prezioso di una persona come Eleonorà Mainò, a cui non dirò mai abbastanza grazie, per contattare tutti i fantini e organizzare la lista degli appuntamenti. In tutto, saranno 19: Giovanni Atzeni, Francesco Caria, Sebastiano Murtas, Dino Pes, Andrea Chessa, Elias Mannucci, Antonio Siri, Enrico Bruschelli, Giuseppe Zedde, Andrea Coghe, Antonio Migheli, Stefano Piras, Carlo Sanna, Federico Arri, Giosuè Carboni, Jonatan Bartoletti, Silvano Mulas, Massimo Columbu e Alberto Ricceri”.

 

 

Non c'è Andrea Mari... "Una mancanza pesante - sottolinea Delogu - che mi procura un dolore immenso, come uomo, come amante del Palio e come fotografo. Brio se n’è andato una settimana prima rispetto all’appuntamento. Ovviamente, era previsto nel programma, come si fa ad affrontare un progetto sui fantini senza includere uno come lui? In occasione della mostra, stiamo studiando un omaggio, in una forma che non sia spettacolare o ruffiana. Nessuno vuole speculare su una simile tragedia per trarre pubblicità. E’ chiaro, però, che la sua figura non può essere ignorata, essendo lui così bravo nel suo campo, e anche molto amato e caloroso nel rapporto con gli altri. Senza fare nomi, diciamo che ci sono alcuni suoi colleghi che sono più freddi. Poi non devo certo essere io a spiegare ai senesi chi era Andrea Mari. Con tutti i suoi alti e bassi, ovviamente: non sono qui a idealizzarlo o a farne un’icona, ma solo a rendergli i suoi meriti, consapevole che il mio grande dispiacere per la sua morte è meno di un granello di polvere rispetto a quello che ancora prova tutta Siena”.

 

 

Vivere a contatto con gli "assassini" in questo periodo di incertezza, con il 2020 paliesco totalmente saltato, con la Carriera del 2 luglio annullata e con il 16 agosto ancora pieno di punti interrogativi, ha permesso anche di sperimentare il loro stato d'animo: "Stanno vivendo un dramma perché su questi appuntamenti costruiscono tutta un’annata. E’ come essere in mezzo all’Oceano e vedersi togliere i porti di approdo più importanti. Ogni tanto ti concedono uno scalo più piccolo, o un paio di boe, ma per la maggior parte del tempo navighi a vista, nella speranza di una riapertura. E’ uno stress notevole, specialmente per chi con il Palio ancora non si è creato una sicurezza economica. E’ dura, ma questi sentimenti si vedono nelle foto. Quello che traspare è una voglia totale di lottare. E’ evidente che ci credono tantissimo, con la consapevolezza di far parte di una cosa unica, che coinvolge le persone”.