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Banca Mps, il giudice dà altri 45 giorni ai pm per completare le indagini del processo

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Il giudice di Milano Guido Salvini, all’esito dell’udienza in camera di consiglio conclusiva dell’incidente probatorio, ha concesso ai pm titolari di un filone dell’inchiesta su Banca Mps di Siena altri 45 giorni per decidere, vista “la complessità della materia” e anche alla luce delle memorie presentate ieri dalle parti.

 

Il 25 luglio 2019 il giudice aveva respinto la richiesta di archiviazione presentata nei confronti degli ex vertici Alessandro Profumo, Fabrizio Viola e Paolo Salvadori disponendo nuove indagini da svolgere in nove mesi.  Il 9 settembre 2019 i rappresentanti della pubblica accusa hanno chiesto lo svolgimento di un incidente probatorio nel processo consistente in una perizia finalizzata a verificare se la valutazione dei crediti iscritti a bilancio e nelle relazioni semestrali di Monte dei Paschi di Siena e le corrispettivi rettifiche fossero corrette da un punto di vista contabile e a verificare quale impatto economico avrebbe avuto l’eventuale corretta rettifica individuata dalle consulenze mediante l’iscrizione corretta a bilancio di rilevanti porzioni di crediti deteriorati.  

 

L’incidente probatorio iniziato il 19 dicembre si è concluso, data la documentazione da acquisire anche in Bce e con i rallentamenti dovuti alla pandemia, solo il 30 aprile scorso andando ad aggiungersi ad altre attività disposte dal giudice, quale l’audizione di testimoni. All’esito dell’udienza camerale, alla quale erano presenti i periti e le parti, il giudice ha ritenuto necessario ritrasmettere gli atti dell’incidente probatorio ai pm concedendogli un tempo congruo per le valutazioni.