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Coronavirus Siena, Maurizio Pozzi: "Lavoro dei medici concluso con gli over 60. Ora aspettiamo i vaccini Pfizer"

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Carlo Pellegrino
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“Per le persone tra i 60 e i 79 anni, almeno in provincia di Siena, di fatto manca solo chi non può o non si vuole vaccinare”. Per Maurizio Pozzi, coordinatore dell’Aft 6, l’aggregazione funzionale territoriale che comprende una parte di Siena, Monteroni d’Arbia, Murlo e Buonconvento, l’impegno dei medici di famiglia relativo a questa fascia d’età si è praticamente concluso. Pozzi analizza la situazione nel Senese e traccia un bilancio della nuova attività portata avanti dai professionisti nella campagna anti-Covid. “Con le età 60-79 anni dovevamo partire il 24 maggio, in realtà poi il via c’è stato lunedì 31 – afferma il medico di base, presidente della Coop Medici 2000, che nel Senese raggruppa 200 professionisti al servizio di 220mila pazienti - In una settimana abbiamo praticamente esaurito le somministrazioni, mancano davvero pochissime persone”.

 

 

 

Pochissime persone cosa significa?

“Prendiamo il mio caso. Avevo un elenco di cento non vaccinati, che esclusi i prenotati sono rimasti in 60. Ho fatto circa 15 vaccini. Sono pazienti che ho chiamato personalmente. Tutti, uno per uno”.

Gli altri 35? Non vogliono vaccinarsi?

“Non vogliono vaccinarsi, ma non solo. Hanno delle patologie per le quali devono attendere un altro tipo di vaccino; qualcuno è guarito da poco dal Covid; qualcun’altro è all’estero. Per il resto ciò che potevamo fare è stato fatto, ma parliamo di poche persone vaccinate. Importante però ricordare che in caso di ripensamento è sempre possibile vaccinarsi, anche con Pfizer. La scelta di Johnson & Johnson, però, non era stata casuale. Ma finalizzata a immunizzare il prima possibile, con la dose unica, una fascia della popolazione che è quella più a rischio per le ospedalizzazioni e le forme gravi di infezione”.

Che cosa succederà adesso per i medici?

“Dovrebbero darci anche le dosi Pfizer, ma su questo per ora non sbilanciamoci perché manca l’ufficialità, visto che lo strumento sul portale per la prenotazione con i medici ancora non c’è. Quando arriveranno avremo sempre la possibilità di somministrarli agli over 60 che ci ripensano, sono rientrati o sono guariti da oltre tre mesi. La priorità resta per questa fascia d’età”.

 

 

 

E gli under 60?

“A regime il portale offrirà la possibilità di scegliere come effettuare la somministrazione, anche con noi. Ogni medico dovrebbe fornire, questa è l’indicazione, quale spazio offre anche per i più giovani, in base ai propri impegni. Accedendo al sito e scegliendo l’iniezione dal medico di famiglia, il paziente vedrà giorno e orario a disposizione per il vaccino”.

Terza dose: se gli hub saranno chiusi, come anticipato dal generale Figliuolo, toccherà ancora a voi.

“Gli hub sono stati fondamentali, hanno dato la svolta alla campagna vaccinale, perché sono efficienti e hanno molte persone, ma ovviamente il loro costo è elevato, anche perché sono impiegati medici e infermieri che vengono tolti dagli ospedali e dalle altre strutture. Sarà necessario tornare all’ordinario”.

Ovviamente parliamo di numeri diversi, essendo solo un’iniezione.

“Esattamente. E vediamo anche come andranno le sperimentazioni in corso per gli altri vaccini. Ma prima di pensare a questo ricordo ancora che il servizio per chi ha tra 60 e 79 anni è sempre aperto. Siamo a disposizione e c’è bisogno di ribadirlo con forza, visto che anche agli open day la risposta è stata piuttosto scarsa. L’invito a vaccinarsi per chi non lo ha fatto va sempre rinnovato”.

Cosa si può dire a chi non vuole vaccinarsi ora perché è estate e non serve?

“Che vaccinarsi ora significa essere protetti e subito. E con il richiamo a 42 giorni avere la copertura presumibilmente anche per tutto il prossimo inverno”.