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Siena, pasti nelle mense comunali. L'assessore Benini: "Servizio povero, da migliorare. Incontrerò i genitori"

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Un vassoio con una fetta di prosciutto cotto, qualche fagiolino, un quadratino di pizza al pomodoro, il pane insacchettato e il brick di succo di frutta. E’ l’immagine circolata nei giorni scorsi sui social e sui gruppi whatsapp di alcuni genitori delle scuole d’infanzia comunali, relativa a un pasto fornito di recente e che ha fatto tornare d’attualità la questione dei servizi forniti dalla Asp Città di Siena, società partecipata dal Comune di Siena alla quale sono delegati appunto questi servizi. In realtà la questione delle mense comunali era già all’ordine del giorno dell’amministrazione comunale, come spiega l’assessore Paolo Benini. “Avevamo già fissato per venerdì prossimo – racconta – un incontro con il presidente della Asp Mario Valgimigli, il direttore Ulderico Izzo e una rappresentanza dei genitori, che mi hanno scritto una garbata mail lo scorso 26 maggio, con una ulteriore raccolta di firme che mi è arrivata poi il 3 giugno. In questa missiva vengono poste alcune questioni sulla mensa e ci sembrava legittimo confrontarci. L’immagine che circola è arrivata dopo”.

 

 

“Ci tengo a ricordare – spiega ancora Benini – che il menu fornito nelle mense è frutto di un programma concordato da Asp e Asl. So bene che per quanto riguarda le mense ci sono alcuni problemi da risolvere e spero di riuscire a farlo con il supporto del nuovo direttore di Asp, che mi auguro porti linfa fresca. Sono mancati anche investimenti su alcuni macchinari in passato e questo può portare a disservizi che dobbiamo risolvere”. Alcuni aspetti sono legati all’emergenza Covid e alle scelte che devono essere fatte nelle mense. “Devo dire che – spiega infatti Benini - il vassoio quadriporzione non piace nemmeno a me, ma è stato scelto perché non potendo usufruire del refettorio e di conseguenza non potendo servire il pranzo per i protocolli Covid, era la soluzione logistica migliore. Con lo stesso criterio è stato inserito il pane confezionato e il succo di frutta in brick, non potendo dare la frutta fresca da sbucciare, ed eliminate dal menù, per esempio, le minestre liquide, che diventavano difficili da servire nella stessa classe dove i bambini fanno lezione”. “Non tutto però – sottolinea ancora Benini - è imputabile al Covid: era stato deciso per esempio di reintrodurre la frutta fresca, invece vedo che c’è ancora la confezione di succo e condivido il pensiero dei genitori sulla povertà del vassoio servito a scuola. Insomma ci sono molte cose da migliorare, anche sulla appetibilità dei pasti, e ne discuteremo nell’incontro che farò a breve con i dirigenti dell’Asp, a cui parteciperanno anche i rappresentanti dei genitori e l’ufficio istruzione del comune”.

 

 

Nella mail inviata all’amministrazione comunale (e anche a tutti i capigruppo del consiglio comunale), i genitori parlano della necessità di migliorare lo sporzionamento, anche attraverso carrelli scalda-vivande, di “impoverimento del menu per qualità, varietà, equilibrio e quantità”, di mancanza di “quote sufficienti di alimenti (frutta, cereali, legumi) provenienti da agricoltura biologica ed integrali” e anche di sprechi senza “relativi reimpieghi del cibo ancora edibile a fini caritatevoli nonché per altri usi consentiti in base alle gerarchia dei rifiuti”. “Non sembra riservata sufficiente attenzione – scrivono ancora i genitori - a strumenti di approvvigionamento a filiera corta (pochi passaggi dal produttore al consumatore) e di prossimità (cosiddetto Km 0), con il rischio di non trasmettere agli studenti elementi di tipicità alimentare del nostro territorio, oltre a non cogliere un’importante opportunità di sviluppo per le imprese agricole ed alimentari locali”. “Dopo una prima fase molto complessa sul tema delle mense scolastiche – si legge - si sono consolidati degli indirizzi e delle pratiche che possono riuscire a mantenere l’equilibrio fra la gestione dell’emergenza e allo stesso tempo la natura educativa del pasto a scuola oltre che quella di promozione di una sana e corretta alimentazione ispirata ai valori e ai principi della nostra cucina italiana e quindi alla dieta mediterranea”.