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Banca Mps, appello del presidente Cisl Colombani: "Subito l'aumento di capitale"

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Ale. Lor.
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“Non è possibile attendere la fine dell’anno per il rafforzamento patrimoniale di Banca Mps”. Lo dice il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani illustrando lo studio del sindacato su Rocca Salimbeni.

 

Durante la presentazione della prima trimestrale di quest’anno a inizio maggio, infatti, l’amministratore delegato Guido Bastianini ha sostenuto in sostanza che se l’ipotesi di aggregazione non dovesse andare in porto, si dovrebbe procedere al rafforzamento, ipotizzato in 2,5 miliardi di euro a inizio anno: dato che, però, su questo aspetto stanno continuando i confronti con la Dg Comp della Bce, tale soluzione potrebbe slittare di qualche mese, fino ad arrivare anche a inizio 2022. Uno scenario che secondo la Cisl non è praticabile. “Mps sta pagando un prezzo troppo alto per i ritardi della Dg Comp: non è possibile attendere la fine dell’anno per procedere al rafforzamento patrimoniale - dice infatti il segretario Colombani - Alla banca serve capitale per erogare credito alle imprese, unica strada per la crescita sostenibile dei ricavi. È di fondamentale importanza anche risolvere il problema dei rischi legali al fine di liberare patrimonio per accrescere i prestiti e di conseguenza il margine di interesse. Su questo punto serve una soluzione politica. La mole del contenzioso rende di fatto poco percorribile la privatizzazione”.

 

La Cisl è tornata anche sul disegno dello "spezzatino" che “finirebbe per smembrare e porre fine alla storia della banca più antica del mondo. La strada obbligata è quella del rilancio, anche per valorizzare le risorse pubbliche investite finora. Diversamente prevarrebbe la logica del salvataggio con una spirale perversa di riduzione ulteriore dell’occupazione, minore sostegno all’economia e forte svalutazione dell’investimento pubblico”. Il Monte dei Paschi, si rileva nello studio di First Cisl, è una banca risanata ma resta prigioniera dell’incertezza.