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Camper, vola la produzione: boom di richieste dai giovani. Riflessi positivi sull'occupazione

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Filippo Tecce
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Aumenta la produzione, in crescita ma non per quanto avrebbe potuto a causa della mancanza di componenti. Segno più anche per i livelli occupazionali, che secondo il presidente dell’Associazione produttori caravan e camper (Apc), Simone Niccolai, sono destinati anch’essi ad aumentare nel tempo. Da dopo il primo lockdown di un anno fa il settore camperistico ha visto un enorme balzo in avanti. “La platea si è allargata, c’è stata una impennata nelle richieste di veicoli ricreazionali. Si sono avvicinati tanti giovani” riflette Niccolai. Ragione per cui il quadro confortante di oggi è destinato a perdurare. Il fenomeno è a carattere europeo: le immatricolazioni hanno visto un +67% tra questa stagione 2020-21 e quella precedente 2019-20. Musica per le orecchie dei produttori di camper nel nostro Paese, per il 90% nel distretto della Valdelsa. In Italia - stando ai dati di Apc - la crescita delle immatricolazioni è stata di oltre il 50%.

 

 

Camper come mezzo sicuro in tempo di pandemia, per una vacanza all’aria aperta. Gli ordini lievitano. Le aziende aumentano la produzione ma non quanto potrebbero vista la mancanza di componenti, ci sono difficoltà di approvvigionamento. “Avessimo avuto i volumi di lavoro del 2018 e del 2019 non ci sarebbero stati problemi. Ma è ovvio che avendo tutte le aziende aumentato la produzione, la rete di supply chain è entrata in crisi”, spiega Niccolai. “Ci stiamo impegnando al massimo per soddisfare le richieste del mercato”. Se i produttori venissero adeguatamente riforniti, la produzione aumenterebbe più di quanto non è già aumentata. “Motivo per cui non riusciamo a raggiungere il massimo” osserva Simone Niccolai. “Stiamo facendo tutto il possibile per stare dietro al mercato e soddisfarne le richieste” assicura. “Il mercato quest'anno crescerà a doppia cifra, ma ora bisognerà vedere come incideranno i fermi produttivi dovuti alla mancanza di materie prime, visto che la catena di fornitura è molto just in time”, ha dichiarato a Il Sole 24 Ore Ludovica Sanpaolesi, direttore di Apc.

 


A mancare sono componenti meccaniche, in plastica, elettroniche e di legno. E poi ci sono gli chassis, ovvero i telai. Per normalizzare la situazione occorrerà tempo. “Almeno un anno perché si possa arrivare ad un supporto totale” indica Niccolai. Tra l'altro, i principali indicatori di riferimento dicono che la crescita del settore non è destinata ad esaurirsi. “Non sarà stellare ma ci sarà” precisa il presidente di Apc. Con riscontri positivi anche sui livelli occupazionali, dei produttori come di tutto l’indotto che gravita attorno al camper. Questo mentre l’associazione continua la sua interlocuzione con il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, perché una parte delle risorse del Recovery Plan venga destinata alla realizzazione di aree di sosta: 160 milioni per farne duemila in Italia