Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Caso Rossi, Zanettin: “Non copriremo nessuno”

Alessandro Lorenzini
  • a
  • a
  • a

“Rigore e scrupolo”. Sono le due parole chiave che Pierantonio Zanettin, il neo presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul caso David Rossi, utilizza per descrivere il lavoro che verrà portato avanti dall’organismo che si è insediato nella giornata di ieri. Zanettin è stato eletto a capo della commissione con quattordici voti su venti. Nato a Vincenza il 13 luglio 1961, avvocato patrocinante nelle giurisdizioni superiori, Zanettin è stato eletto con Forza Italia e vanta una grande esperienza parlamentare, anche nell’ambito di commissioni d’inchiesta particolarmente delicate: fa tutt’ora parte di quella sul sistema bancario e finanziario e ha fatto parte fino al 2020 di quella sulle mafie. Non solo: è stato consigliere laico nel Consiglio superiore della magistratura e proprio in quella fase si occupò del caso David Rossi. Era il 2017 quando sostenne di dover “valutare eventuali profili di incompatibilità ambientale o funzionale” a carico dei vertici del tribunale e della Procura di Siena, chiedendo al Comitato di presidenza del Csm l’apertura di una pratica in prima commissione, cioè quella disciplinare. Un’attività che lo ha fatto individuare come l’uomo giusto al momento giusto.

 

 

“Mi sono occupato – ricorda infatti Zanettin – della questione David Rossi già ai tempi del Csm, attraverso la richiesta di una pratica riguardante l’attività dei magistrati sul caso. Pratica attivata in base ad alcune lacune emerse durante le inchieste e per capire, in sostanza, se i magistrati avessero avuto tutte le condizioni per svolgere serenamente il proprio lavoro. Ho poi lasciato il Csm, credo che tale pratica sia stata archiviata. Proprio in base a queste mie esperienze pregresse sono entrato a far parte della commissione e per questo poi è emerso nelle ultime ore il mio nome, con ampia convergenza dei partiti”. Adesso potrà riprendere il lavoro sul caso del capo della comunicazione di Mps precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013: si comincerà con l’acquisizione dei faldoni del caso, archiviato per due volte dalla Procura di Siena come suicidio, ma anche dagli altri fascicoli collegati alla vicenda. “L’ipotesi di lavoro – spiega il presidente – è quella di partire con l’acquisizione di tutta la documentazione relativa al caso, poi passeremo alle audizioni, ma è giusto sottolineare come poi la tabella di marcia debba essere stilata dall’ufficio di presidenza della commissione e non soltanto dal sottoscritto. Prima, peraltro, ci attende tutta una serie di adempimenti formali e burocratici, che comprendono anche gli strumenti per portare avanti il nostro lavoro, come l’identificazione di eventuali consulenze”.

 

 

Fra gli adempimenti anche la formazione del sopracitato ufficio di presidenza della commissione che “traccerà il perimetro di attività dell’indagine, nella consapevolezza di utilizzare con rigore istituzionale i grandi poteri che la commissione ha. Ascolteremo tutti, compresi i magistrati che hanno indagato o indagano sul caso e anche testimoni o persone che si riterrà giusto convocare, tutti coloro che sono portatori di interessi e conoscenze”. “So bene – chiosa ancora – quanto la comunità senese sia stata colpita da questa vicenda, come detto la seguo da anni ed è un tema delicato e importante, anche per tutto il contorno che riguarda la banca più antica del mondo, finita poi in acque agitate”. “Alla famiglia – spiega ancora Zanettin – posso dire di stare serena, il Parlamento ha tutta la volontà di accertare, per quanto possibile, tutti gli aspetti che sono rimasti oscuri e non investigati fino in fondo: non c’è nessuna volontà di coprire nessuno o nascondere verità inconfessabili. Durante la riunione di insediamento non sono previsti interventi, ma nelle interlocuzioni che ho avuto posso dire che c’è da parte di tutti questa precisa volontà. Non ci sarà nessun insabbiamento, non c’è un commissario che non abbia voglia di svolgere il proprio compito con scrupolo e rigore. La famiglia di David Rossi può stare tranquillità che troverà nella commissione un interlocutore serio, affidabile e istituzionale”.