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Alex Zanardi, il gip di Siena Zanardi si riserva su archiviazione del camionista

Claudio Coli
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La battaglia giudiziaria sull’incidente di Alex Zanardi continua. Ieri, mercoledì 2 al tribunale di Siena si è tenuta l’attesa udienza, dinanzi al gip Ilaria Cornetti, per la discussione dell’opposizione della famiglia del campione alla richiesta di archiviazione della Procura di Siena per il camionista Marco Ciacci, il cui autotreno si scontrò con il velocipede del bolognese sulla strada provinciale 146 tra Pienza e San Quirico d’Orcia, lo scorso 19 giugno 2020. La famiglia dello sportivo non molla e chiede nuovi accertamenti tecnici, insistendo sulle responsabilità in capo al conducente, che a suo avviso, con una presunta e decisiva invasione della carreggiata, avrebbe provocato la caduta di Zanardi, al passaggio della staffetta di Obiettivo Tricolore. A quasi un anno da quel drammatico pomeriggio, la vicenda appare ben lontana dal chiudersi. In udienza le due parti hanno esposto le loro posizioni profondamente contrapposte: Carlo Covi, il legale della moglie di Zanardi, Daniela Manni (parte offesa nel procedimento) si è opposto alla richiesta di archiviazione e ha chiesto al giudice “un’integrazione istruttoria”, con contestuale riapertura delle indagini grazie ad ulteriori accertamenti tecnici sulla dinamica dell’incidente. Oltre a ciò ha chiesto anche al gip l’imputazione coatta per il camionista indagato. L’avvocato Massimiliano Arcioni, legale di Ciacci, ha chiesto di contro al giudice di accogliere la richiesta di archiviazione così come formulata dalla Procura, che al termine di approfondite indagini tecniche affidate ad esperti periti, ha scagionato dall’ipotesi di accusa di lesioni colpose gravissime il conducente, inizialmente indagato per atto dovuto. 

 

L’autorità giudiziaria, oltre ad escludere reati per quanto accaduto, ha evidenziato la liceità dei comportamenti alla guida dell’autista, che entro i limiti di velocità avrebbe messo in atto una manovra di emergenza per evitare lo scontro col velocipede. Conclusioni mai condivise dalla controparte, che ha puntato nuovamente il dito sull’invasione della corsia da parte dell’autocarro, che sarebbe stata determinante per la reazione di Alex Zanardi, il quale sterzando a destra, perse il controllo del mezzo. “Se il camion fosse stato regolarmente all’interno della sua corsia di marcia l’incidente non sarebbe successo”, ha sottolineato Covi, che aggiunge :“Se c’è una linea continua non si può invadere e ci sono le foto che testimoniano che il camion ha invaso la linea con le ruote anteriori”.

 

Il gip si è riservato di decidere sulle varie richieste. La scelta è tra accogliere l’archiviazione chiudendo il caso, e disporre una nuova perizia per approfondire ulteriormente la dinamica del sinistro e la dibattuta posizione dei mezzi prima dell’impatto: “Abbiamo discusso ognuno portando la propria tesi – ha commentato l’avvocato Arcioni – quando arriva la decisione del giudice? Dipende molto anche dal carico di lavoro degli uffici, non ci sono termini perentori”. Dal canto suo Covi, nel chiedere al giudice una attenta valutazione, e nel sottolineare come da parte della famiglia Zanardi ci sia il massimo rispetto per il camionista coinvolto, afferma: “Il processo non si vuole fare. Non chiediamo eccezioni alla regola ma auspichiamo un diritto perché se il camionista è innocente significa che Zanardi è colpevole di essersi ribaltato. Siccome Zanardi per me e per la sua famiglia è un grande uomo oltre che un gran pilota, chi glielo spiega, quando ritorna, che gli hanno dato la colpa al 100%?”, conclude.