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Siena, l'ospedale Le Scotte si svuota di pazienti Covid: aumentano le attività chirurgiche e ambulatoriali

Carlo Pellegrino
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L’ospedale Le Scotte di Siena respira. Con un calo di pazienti Covid deciso e per certi versi inaspettato, benché sognato, che permette alla direzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese di riorganizzare l’ospedale. L’Aou Senese ha comunicato, ieri, “la riattivazione di posti letto e l’incremento di attività chirurgiche e ambulatoriali”. Merito dell’andamento della pandemia: attualmente sono 46 i pazienti ricoverati in area Covid, di cui 13 in terapia intensiva e 24 in media intensità: con questi numeri la bolla Covid è limitata al lotto Dea (dipartimento emergenza e accettazione), con la conseguente riattivazione dei posti letto in medicina interna e della complessità e in malattie infettive e tropicali, situati rispettivamente al lotto 3 piano 6 e al lotto 3 piano 2.

 

 

 

Il record di ricoveri, al policlinico, è stato raggiunto il 6 aprile, con 145 persone a lottare contro il Covid. Sembrava solo questione di tempo: non se, ma quando alle Scotte si sarebbe raggiunto il tetto dei 160 posti letto per i pazienti Covid, con la necessità di supporto da parte degli altri ospedali della provincia. Per un mese la situazione è rimasta stabile: 140 ricoveri il 19 aprile, 135 il 23 aprile. Poi i primi progressi tra fine aprile e inizio maggio: 127 ricoverati mercoledì 28, 113 martedì 4. Il 7 maggio erano ancora 103, poi un crollo con 90 pazienti l’8 maggio. Due giorni dopo, lunedì 10, un nuovo aumento dei pazienti, 95. Ma è l’ultimo: dai 77 ricoverati del 15 maggio, ai 72 del 18, con un costante calo da una settimana: 63 mercoledì, 56 giovedì, 53 venerdì, 50 sabato, 47 domenica. In due settimane, in pratica, ricoveri dimezzati; in un mese ridotti di un terzo.

Roberto Gusinu, direttore sanitario dell’Aou Senese, finalmente può commentare numeri confortanti, ma il suo invito a non abbassare la guardia è chiarissimo: “Abbiamo registrato un calo significativo di ricoveri Covid – conferma – anche se questo dato non ha visto una diminuzione proporzionale dei pazienti in terapia intensiva o con assistenza respiratoria tramite casco. Questo tipo di pazienti, 37 in totale, hanno una situazione più complessa, un decorso più lento e la necessità di un’assistenza importante da parte dei nostri professionisti”. “Per questo - osserva - dobbiamo ripartire con le attività non Covid gradualmente, in modo che il personale sia riorganizzato progressivamente e possa ritornare al momento giusto nelle unità operative di riferimento, uscendo dall’area Covid”.

 

 

Il direttore generale Antonio Barretta, invece, entra nel dettaglio della riorganizzazione: “Abbiamo ripristinato 20 posti letto della medicina interna incrementandoli ulteriormente di 10 unità - illustra - E abbiamo riconvertito 14 posti letto delle malattie infettive. Riuscire a limitare i ricoveri Covid nel lotto Dea ci permette di tornare gradualmente alle nostre attività, mantenendo prudenza e proseguendo nelle azioni di prevenzione del contagio. Così è stato deciso di incrementare l’attività chirurgica dell’ortopedia, della chirurgia generale e della neurochirurgia, riorganizzando non solo gli spazi ma anche la presenza numerica del nostro personale in area Covid, rispetto agli scorsi mesi”.

“Vorrei inoltre sottolineare - riprende il direttore sanitario Gusinu - un aumento nelle ultime settimane degli accessi in pronto soccorso, legati soprattutto a traumi e incidenti che, necessariamente, richiedono poi un ampliamento delle possibilità di ricovero all’interno dell’ospedale, per venire incontro alle esigenze e ai bisogni di salute di tutti i cittadini”.

Visto l’incremento dell’attività chirurgica, alcune prestazioni chirurgiche saranno eseguite, a partire dal 9 giugno, alla clinica Rugani, in regime ambulatoriale o di day surgery, in particolare per ortopedia, oculistica e otorinolaringoiatria: consentirà di diminuire le liste di attesa per alcuni interventi programmati.