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Siena, bullismo a scuola a Chianciano Terme. Alunno nel mirino della chat di classe

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Giovanna Belardi
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Prendono di mira un compagno nella chat di classe e lo sbeffeggiano davanti agli altri 19 attraverso messaggi, video e foto offensive. E fanno la stessa cosa anche con un prof. Una questione tra ragazzini di 14 anni, che frequentano una delle prime classi dell’Istituto alberghiero Artusi di Chianciano. E che ha portato la scuola a valutare provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti che materialmente si sono resi responsabili di queste azioni, ma anche verso gli altri che, con il loro silenzio, li hanno di fatto “coperti”.

Una storia di bullismo, purtroppo, che si è verificata in marzo in una delle scuole storiche della provincia di Siena e che all’epoca ha messo docenti e familiari dei ragazzi coinvolti nella necessità di avviare più di una riflessione sull’accaduto e di prendere provvedimenti adeguati. Provvedimenti adottati anche dai genitori della vittima degli scherzi che si è rivolta a un legale. Se ne è avuta notizia diffusa però da domenica, da quando Lucia Faleri, responsabile dipartimento scuola, per la Lega Toscana Salvini premier, ha riferito con una nota di aver avuto notizia di “un atto di bullismo piuttosto importante a danno di un alunno”, segnalando che i genitori si erano “rivolti a tutte le istituzioni per segnalare e denunciare atti che sembrano non essersi ancora fermati”. L’esponente della Lega chiede quindi di saperne di più. La ricostruzione di quanto accaduto viene fatta dallo stesso preside dell’Artusi, il professor Sergio Marra: “E’ molto strano che la vicenda sia venuta fuori adesso visto che questi argomenti sono stati sviscerati da due mesi con provvedimenti di controllo a carico degli alunni che avevano una chat tra di loro, tutti della stessa classe”. Si trattava di una prima per la precisione, composta da venti alunni: “Siamo stati allertati dai docenti e dalla famiglia dell’alunno oggetto di situazioni offensive e la scuola è intervenuta per verificare cosa stesse succedendo e le responsabilità. In che consisteva il tutto ? C’era una chat con video, immagini e frasi offensive nei confronti di un alunno in particolare. Da segnalare che al momento del controllo molto materiale era stato cancellato”.

 

La scuola quindi ha attivato il percorso che viene fatto in queste circostanze: “Un lavoro capillare da quando sono stati segnalati gli episodi. Abbiamo lavorato su diversi fronti, monitorando da parte dei docenti il livello di attenzione e partecipazione ai processi di recupero, l’aspetto sociale degli alunni e avviato un confronto con i genitori. Quindi sono stati organizzati, dico in questo ultimo mese e mezzo, incontri con esperti di bullismo e proiettati filmati sul problema. Tutto questo per ristabilire nella classe la socialità compromessa dagli episodi e ripristinare un clima di serenità. I docenti stanno facendo un ottimo lavoro”. Ma tutto non passerà alla leggera: “Ci sono stati risultati anche dal punto di vista disciplinare. Stiamo valutando il comportamento di omertà di chi non ha segnalato cosa stava accadendo. I soggetti attivi sono pochi ma parte della classe li ha coperti. Tra l’altro nella nostra indagine si è scoperto che anche un prof era stato coinvolto come vittima di azioni offensive”. Secondo quanto emerso dalle indagini i ragazzini più attivi nella chat sarebbero tre, sia italiani che stranieri. Quanto alle responsabilità “se c’è da erogare una sanzione deve essere educativa e rapportata all’effettiva gravità dell’azione” ha detto il preside Marra. La famiglia dell’alunno vittima di queste azioni intanto si è rivolta a un legale: “Ci è stato chiesto di agire per l’inclusione di questo ragazzo ma questo è un passaggio che il consiglio di classe aveva già fatto. Comunque anche io mi riservo di vedere il da farsi: mi pare una campagna discriminatoria senza fondamento”.