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Siena, torture nel carcere di Ranza a San Gimignano: liste con 75 testimoni. Si apre il processo

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Tra i testimoni che verranno ascoltati per il caso delle presunte torture al carcere di Ranza a San Gimignano potrebbe esserci anche il Magistrato di Sorveglianza di Siena. Una richiesta che arriva dal garante nazionale dei detenuti, parte civile nella vicenda giudiziaria su quello che sarebbe stato un pestaggio ai danni di un detenuto di nazionalità tunisina nel corso di un trasferimento di cella ad ottobre 2018. L’accusa nei confronti degli agenti, nella fattispecie, era di minaccia aggravata, lesioni aggravate, falso ideologico e - appunto - tortura.

Martedì 18 maggio, per la prima volta in Italia da quando il reato è stato introdotto nel nostro ordinamento, verrà celebrato a Siena un processo in cui a dei pubblici ufficiali viene contestato il reato di tortura. Gli accusati sono cinque agenti di polizia penitenziaria rinviati a giudizio dal Gup Roberta Malavasi. La difesa, con l'avvocato Manfredi Biotti - legale di quattro agenti - ha pronti trentanove testimoni. Mentre sono ventitré quelli dell’avvocato Fabio D’Amato, che rappresenta uno degli agenti sotto accusa. Diciannove invece per il pubblico ministero Valentina Magnini, che ha coordinato l’inchiesta; stessa lista pure per l’Associazione Antigone, una delle parti civili nel procedimento. Le testimonianze saranno a discrezione del tribunale collegiale presieduto Luciano Costantini che ne valuterà l’ammissibilità. Al medesimo inter, ovviamente, non sfugge il Magistrato di Sorveglianza di Siena.

 

L'udienza di martedì mattina, come detto, assume un valore particolarmente significativo non soltanto per tutta la complessa vicenda del caso delle presunte torture. A finire nel registro degli indagati furono quindici agenti di polizia penitenziaria. Dieci di questi, come è noto, sono stati condannati in rito abbreviato dal giudice Jacopo Rocchi, che aveva riconosciuto le torture perpetrate ai danni del recluso, anche se a livello concorsuale. Mentre gli altri furono rinviati a giudizio dal Gup Malavasi.