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Commissione Rossi, si litiga sulla presidenza

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Era tutto pronto, anche il nome del presidente: Walter Rizzetto. Ma ieri a fine pomeriggio una breve nota ha rimandato per la seconda volta la seduta d’insediamento della commissione d’inchiesta sul caso della morte di David Rossi. Il motivo? I partiti, così capaci di mostrarsi uniti nel votare per l’insediamento della commissione, non lo sono stati altrettanto nel rinunciare alle poltrone e così qualcuno ha pensato bene di pretendere la presidenza.

 

Quel qualcuno è il Partito Democratico, seppur mai dal 2013 a oggi sia intervenuto né sulla vicenda della banca Mps né, ancor meno, sulla morte di David Rossi. Nessun esponente dem si è mai espresso sulle vicende legate a Rocca Salimbeni in oltre otto anni eppure proprio adesso si sveglia e pretende il ruolo più rilevante: la presidenza, cioè mettere un suo uomo a decidere il calendario dei lavori, le audizioni, gli interventi. Insomma: tutto. La bagarre per ora si consuma sulle chat di whatsapp e lungo i corridoi di Montecitorio ma il risultato è il secondo rinvio dell’insediamento di una Commissione che già arriva tardi.

 


Fortemente voluta da Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia, che ha presentato ad aprile del 2019 la proposta di legge e ne ha poi seguito tutto l’iter, passato attraverso le commissioni Giustizia e Finanze e approdato poi in Aula per la costituzione vera e propria lo scorso 11 marzo, la commissione dovrà dunque eleggere al suo interno presidente, vicepresidente e segretario. Rizzetto era (ed è) il più accreditato per la presidenza. Per eleggere il presidente è necessaria la maggioranza assoluta. La commissione dovrà, si legge nel testo di legge che l’ha istituita, “ricostruire i fatti, le cause e i motivi che portarono alla caduta di David Rossi dalla finestra del proprio ufficio della sede storica di Rocca Salimbeni e le eventuali responsabilità di terzi, valutando il materiale raccolto dalle inchieste giornalistiche sulla morte di David Rossi e indagando sulle vicende a lui collegate come denunciate e rese pubbliche attraverso le inchieste”. Oltre a Rizzetto, anche i parlamentari senesi Susanna Cenni (Pd) e Luca Migliorino (Cinquestelle). Volti conosciuti sono anche quelli dei leghisti Claudio Borghi, Guglielmo Picchi, e di Luca Sani (Pd), parlamentare della vicina Maremma. Sono poi membri della commissione Ingrid Bisa e Leonardo Tarantino (Lega), Azzurra Cancelleri, Giuseppe D’Ippolito, Leonardo Donno, Valentina Dorso, Francesco Sapia (Movimento 5 stelle), Alessandra Armellino (Gruppo Misto), Cosimo Maria Ferri (Italia Viva), Federico Fornaro (Leu), Guido Germano Pettarin, Cristina Rossello, Franco Vazio e Pierantonio Zanettin (Forza Italia).