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Siena, in autunno il Palio Straordinario: tutto dipende dai vaccini e dal Covid

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Prende corpo l’ipotesi di un Palio Straordinario a inizio ottobre o a fine settembre. E’ la possibilità a cui starebbe lavorando Palazzo Pubblico, sempre valutando con attenzione e quasi quotidianamente la situazione pandemica, lasciandosi comunque ancora aperti spiragli in base alle normative che via via verranno approvate a livello centrale.

 

A partire dall’ipotizzato nuovo decreto che potrebbe prendere vita entro questa settimana. “Aspetteremo fino all’ultimo”, ha ripetuto a più riprese il sindaco di Siena Luigi De Mossi, benché lo stesso primo cittadino abbia ben chiaro come entro questo mese, come da lui stesso sottolineato, il Comune di Siena debba prendere una decisione sulle Carriere 2021. Impensabile, al momento e come anticipato dal Corriere di Siena, che si possa organizzare la Carriera del 2 luglio, visto che la paventata (da Roma) immunità di gregge agli albori dell’estate è ormai sfumata; difficile pensare anche alla Carriera del 16 agosto, tenuto oltretutto conto che, al momento, lo stato di emergenza è stato allungato fino al 31 luglio. La decisione che l’amministrazione comunale, organizzatrice dei Palii, prenderà entro breve (e che coinvolgerà le Contrade e le altre autorità, come lo scorso anno) potrebbe però prevedere l’ipotesi di uno Straordinario a fine estate-inizio autunno. 

 


L’evoluzione dei contagi da una parte, l’avanzamento della campagna di vaccinazione (pur con lentezze registrate rispetto al calendario sopracitato) potrebbero far ben sperare. Fermo restando che le decisioni del Comune non possono che dipendere da quelle governative sulla pandemia e sull’effettuazione di manifestazioni “dinamiche” e all’aperto, che al momento potrebbero prevedere ancora utilizzo della mascherina, distanziamento e quant’altro. Impossibile, però, pensare di poter organizzare quei quattro giorni a Siena limitandosi a misure restrittive, ad esempio, per l’ingresso o l’uscita di piazza, perché il Palio prevede tutta una serie di ritualità e di quotidianità scandite dai valori culturali e sociali della città che non possono essere “soffocate” dalle pur legittime misure anti Covid. Un aspetto questo sottolineato anch’esso dal sindaco Luigi De Mossi, pronto, dunque, seppur a malincuore a rimandare tutto al 2022 qualora non ci fosse la possibilità di vivere i quattro giorni di Palio nella loro interezza.