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Tommaso Marrocchesi Marzi verso le elezioni suppletive: "Sarò alfiere della senesità"

Alessandro Lorenzini
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Parte l’avventura di Tommaso Marrocchesi Marzi. Da Piazza del Campo, dove si è presentato ufficialmente, il candidato civico sostenuto dal centrodestra proverà a vincere le elezioni per il seggio del collegio Toscana XII, quello lasciato vuoto da Pier Carlo Padoan, eletto qui nel 2018 e volato a fare il presidente di Unicredit. 

 

 

“Sono a disposizione della comunità dalla quale provengo, dalla società civile che rappresento” dice Marrocchesi Marzi, proposto dalla lega e supportato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Cambiamo (la lista di Toti), anche se non è iscritto ad alcun partito. Cinquantaquattro anni, laureato in economia e commercio, con esperienza di management internazionale, è responsabile della gestione della tenuta di Bibbiano, di cui è proprietario assieme al fratello Federico ed è imprenditore nel settore petrolifero. Marrocchesi è dal 2012 nel cda del Consorzio Vino Chianti Classico. Il suo nome, come da accordi, è stato fatto dalla Lega. 

 

 


“Non voglio fare paragoni importanti – ironizza – ma questa è la mia discesa in campo, siccome faccio l’agricoltore, di campi me ne intendo. Come mai un imprenditore di successo si candida? Per prima cosa non sono io ad avere successo, sono i risultati del mio lavoro ad avere successo. Mi impegno da civico e da espressione della società civile, sono a disposizione della comunità adesso, durante e dopo, consapevole che, nel caso di elezioni, il mandato potrebbe non essere così lungo, ma in questo momento Siena ha bisogno di un alfiere della senesità e dell'espressione più ampia di questa accezione, che comunque comprende tutto il territorio. I temi? Tanti, tutti riconducibili alle criticità del territorio e a una sorta di sciatteria politica che trova espressione, per esempio, con i candidati eletti qui e che però qui non si sono mai più visti. La mia figura si è formata professionalmente e culturalmente qui, io rispondo davanti a questo territorio”.

 


“Fra le questioni – aggiunge – c’è sicuramente Monte dei Paschi. Deve rimanere un punto di riferimento del territorio, sarebbe come chiudere una filiale in un borgo o togliere una stazione dei Carabinieri. La banca è importante per la coesione sociale”. Se il centrodestra compatto ha scelto, il centrosinistra deve ancora decidere. “La sinistra – dice a questo proposito il neo candidato al Parlamento – è molto più occupata e preoccupata dalle dinamiche nazionali che da quelle del territorio. Posso anche capirlo, lo comprendo meno da senese. I nomi? Mi piacerebbe vivere il derby Siena-Pisa (riferimento a Enrico Letta), ma ben venga un grande nome. Darebbe attenzione a questo territorio e di questo c’è bisogno”.