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Coronavirus, a Siena il 50% delle farmacie sono pronte ai vaccini: partenza a metà giugno con gli over 50

Gennaro Groppa
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“Circa il 50% delle farmacie presenti nella provincia senese hanno dato la propria disponibilità relativamente alla possibilità di aderire alla campagna vaccinale. Al momento non sappiamo quando inizieremo con le somministrazioni, ma i farmacisti sono pronti a farlo”. Ne dà notizia Alessio Berti, vicepresidente dell’Ordine dei farmacisti di Siena. Tra comunali e private in questa provincia ci sono un centinaio di farmacie; in 50 di queste verranno, appena sarà possibile farlo, effettuati i vaccini. Si tratta di uno dei prossimi attesi step della campagna. Così Berti: “Dopo la stipula della convenzione – dichiara – è stata chiesta l’adesione ai farmacisti e i numeri dimostrano che nel Senese la risposta è stata buona. Faremo anche stavolta la nostra parte. A chi ha aderito è stato chiesto di seguire un corso online abilitante di 4 ore. Lo abbiamo fatto, anche se tante delle nozioni che sono state trattate le conoscevamo di già. Siamo farmacisti, siamo laureati, sappiamo come si fa un’iniezione. Ora attendiamo che ci dicano quello che dovremo fare e quando”.

 

 


Con la campagna per gli over 80 e per gli estremamente fragili ormai avviata alla conclusione, e con gli over 70 che via via ricevono le somministrazioni e gli over 60 che continuano a prenotarsi, è possibile immaginare che i farmacisti possano entrare in azione successivamente, magari con gli over 50. “Credo – dice Alessio Berti – che potremmo cominciare verso la metà di giugno, magari proprio con gli over 50. Possiamo fornire un importante contributo dato che ancora grandi fette della popolazione devono effettuare l’iniezione. Vanno stabiliti alcuni aspetti, penso al luogo dove dovremo realizzare le somministrazioni. Per dar vita al servizio dei tamponi molti farmacisti hanno acquistato dei gazebo, che hanno sistemato all’esterno delle attività. Questi oggetti sono già presenti e sono quindi a disposizione”. 

“Altrimenti - afferma - è possibile pensare che possano essere utilizzati dei locali esterni alle farmacie o che comunque abbiano accessi e uscite differenti rispetto a quella principale. Quando verrà il momento ci saranno anche indicati i tipi di vaccino da usare, potrebbe trattarsi di AstraZeneca o di Johnson&Johnson. Tra l’altro vorrei sottolineare che ci verranno riconosciuti, secondo quello che è stato l’accordo, 6 euro per ogni vaccino che faremo, meno della cifra che spetta a ciascun medico per effettuare lo stesso lavoro”. 

 

 

 


Prosegue invece il servizio dei tamponi rapidi che i farmacisti stanno effettuando per l’intero universo scolastico: per studenti, loro genitori e addirittura babysitter, insegnanti, personale non docente. “Lo stanno facendo il 65% delle farmacie del territorio senese – afferma Berti – Facciamo quelli gratuiti per la popolazione studentesca secondo il progetto attivato a livello regionale e quelli a pagamento per i privati. La richiesta è buona, nella mia farmacia a Castellina in Chianti ne abbiamo effettuati circa 300. Il mio giudizio sul servizio è buono, la procedura sembrava farraginosa e per attuarla in effetti è necessario un po’ di tempo ma alla fine devo dire che tutto sta funzionando per il meglio. Comunichiamo tutti i risultati degli esami e per lo smaltimento è in azione la ditta specializzata che ha ricevuto questo incarico. Il servizio è stato appena rinnovato, immagino che andremo avanti fino alla fine dell’anno scolastico, poi si vedrà”. 


Conclude Berti, sottolineando il lavoro svolto dalla categoria: “C’è stato un grande impegno da parte dei farmacisti, ai quali va riconosciuto il merito di essersi adoperati per il bene della collettività. Per ogni tampone ci vengono riconosciuti 11 euro, che non sono molti. I medici di famiglia che stanno vaccinando gli over 80, come detto, stanno ricevendo un compenso che è superiore rispetto a ciò che verrà dato a noi per lo stesso lavoro. E in più per poter effettuare il servizio dei tamponi abbiamo acquistato gazebo spendendo soldi di tasca nostra, dato che non è previsto alcun incentivo”.