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Due Mari, pronti i bandi per i lotti mancanti: per la Grosseto-Siena ipotesi conclusione entro il 2025

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Carlo Pellegrino
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Questione di settimane. Forse, di giorni. Quelle – o quelli – che mancano prima che Anas pubblichi il bando relativo ai famigerati pezzi mancanti del tratto Grosseto-Siena della Due Mari. Nulla si è mosso in pratica negli ultimi due anni, ma fonti vicine agli uffici romani dell’ente proprietario della statale 223, quelli che devono emettere i bandi, danno ormai la procedura in dirittura d’arrivo. Non è chiaro, peraltro, se inizierà prima la gara relativa al raddoppio del lotto nove o per l’ammodernamento di Casal di Pari, ma le tempistiche sembrano correre parallele. Giorno prima, giorno dopo, i due bandi usciranno a breve. O a brevissimo.

 


Che qualcosa sia atteso, quando si parla di opere pubbliche e di appalti per i quali ballano circa 200 milioni, non vuol dire certezza. D’altra parte l’agognato raddoppio della Due Mari ha già reso avvezzi gli automobilisti a colpi di scena di ogni tipo. Ricordare per credere quanto successo nel lotto quattro, l’unico sul quale attualmente si sta lavorando: i costosissimi 2.840 metri nel comune di Civitella Paganico, che vanno da Civitella Marittima a Lanzo, hanno avuto un iter didascalico, in tal senso. Assegnati il 20 dicembre 2018, il ricorso della ditta non aggiudicataria aveva portato quella decisione addirittura davanti alla Corte Costituzionale, poiché Tar prima e Consiglio di Stato poi, rilevarono un conflitto tra leggi ordinarie e codice degli appalti. Solo un avvenimento sfavorevole, il fallimento dell’azienda vincitrice della gara, aveva sbloccato una situazione che chissà per quanto avrebbe potuto trascinarsi, portando invece alla nuova aggiudicazione, nell’autunno del 2019. 


Un anno dopo, il 17 settembre 2020, l’allora ministro dei trasporti Paola De Micheli inaugurava il cantiere, due giorni prima delle Regionali che avrebbero incoronato Eugenio Giani governatore. Da allora, solo per raccontarne due, al Mit si è insediato un nuovo inquilino e la Toscana – non senza polemiche – ha somministrato un milione e mezzo di dosi di vaccino: sulla strada, però, non sembra essersi mosso granché. E’ cosa nota, in realtà, che la prima fase è propedeutica all’allestimento del cantiere vero e o proprio, ma finora si è ancora fermi alla rimozione delle interferenze (cavi telefonici ed elettrici). Considerando però che sono già passati otto mesi, per rispettare la scadenza della fine del 2023 qualche ruspa dovrà spuntare a breve sul lotto più caro, in proporzione alla lunghezza, dei 64 chilometri di statale. Il costo di 106 milioni, significa 37 ogni mille metri: lì, tra le vallate in cui la provincia di Grosseto va a incontrare quella di Siena, serviranno cinque nuovi viadotti (con l’adeguamento di tre) e una galleria (adeguandone una esistente).

 


Poco potrà cambiare nei pezzi mancanti con il commissariamento della Due Mari. Perché il lavoro di Massimo Simonini, uomo che da amministratore delegato e direttore generale di Anas conosce alla perfezione la Grosseto-Fano, uno dei progetti più importanti e annunciati in Italia da decenni, difficilmente potrà incidere nel tratto Grosseto-Siena, ormai troppo avanti con la realizzazione per snellire i tempi. I progetti ci sono, i soldi anche, e appare improbabile che procedure di gara semplificate possano applicarsi agli interventi mancanti, vista l’importanza – e la quantità di soldi in ballo – dei lavori. A bando andrà a breve, come detto, il lotto nove, 11.800 metri da Ornate, comune di Murlo, e il bivio di Orgia, comune di Sovicille: 162 milioni, quattro nuovi viadotti sul fiume Merse e sul fosso Ornate, 12 ponti su corsi d’acqua minori, sei tra cavalcavia e sottopassi. La progettazione definitiva era già pronta nel 2018, poi una modifica richiesta dal ministero dell’ambiente e l’approvazione del Cipe soltanto il 24 luglio del 2019. Burocrazia, Covid, e tempi tecnici: tutto vero, ma dopo due anni l’attesa sarà finita?
Più di tre, invece, ne sono passati dal 28 marzo del 2018, quando la galleria di Casal di Pari è stata chiusa in occasione dell’apertura del maxi lotto da 270 milioni. Proprio i lavori per il nuovo tunnel avevano fatto scoprire problemi strutturali alla vecchia galleria, che da allora è stata chiusa per le analisi necessarie e una lunghissima progettazione esecutiva. Finalmente e di recente ultimata, per disegnare un intervento da 30 milioni che andrà in appalto a breve. 
E poi? Tra bandi di tale entità e l’inizio dei lavori passa almeno un anno. Al netto di ricorsi giudiziari possibili, se non probabili, che minacciano sempre di tenere un appalto pubblico ostaggio dei tribunali per una quantità indefinita di tempo. Volendo essere particolarmente ottimisti e immaginando le ruspe in azione nell’estate del 2022, ipotizzando un paio d’anni per ammodernare la galleria e almeno tre per raddoppiare il lotto nove, il sogno è vedere la Grosseto-Siena completata alla fine del 2025. Cinque lustri e 802 milioni dopo.