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Coronavirus, Maurizio Pozzi: "A Siena richiami al 90% degli ultraottantenni. Ancora indietro sui vaccini agli over 70

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Carlo Pellegrino
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“Siamo circa al 90% degli over 80 vaccinati anche con la seconda dose. Nella prossima settimana concludiamo i richiami in provincia di Siena: entro il 15 maggio, come previsto”. Maurizio Pozzi, presidente della Coop Medici 2000, che nel Senese raggruppa 200 professionisti al servizio di 220mila pazienti, è soddisfatto. Pozzi, medico di base, è anche coordinatore dell’Aft 6, l’aggregazione funzionale territoriale che comprende una parte di Siena, Monteroni d’Arbia, Murlo e Buonconvento (in tutto 2.800 over 80).

 


Dottor Pozzi, si può dire che l’obiettivo è stato raggiunto.
“Sì. Ed è un traguardo sicuramente importante, visto che abbiamo messo in sicurezza circa 24.500 persone in provincia di Siena. Quattro medici su cinque hanno già completato, per gli altri ci sono soltanto poche dosi da somministrare nei prossimi giorni. Quando un mese fa facemmo la previsione delle prime dosi concluse entro il 25 aprile e i richiami entro il 15 maggio, eravamo praticamente certi. Perché le forniture Pfizer ormai arrivano con regolarità in quantità importanti e perché la macchina dei medici di famiglia è diventata un punto di forza. Non è un caso che la Toscana si giochi con il Veneto il primo posto in Italia come ultraottantenni vaccinati”.
Per gli over 70, invece, tutta la regione è ancora indietro. Cosa sta succedendo?
“Tra i 70 e i 79 anni si è deciso di puntare su AstraZeneca e una quota importante di persone non è convinta di questo vaccino. E’ un problema, perché parliamo di un prodotto sicuro e le rassicurazioni di Ema e di Aifa in questo senso sono chiare. Non solo: molti pazienti non si spostano volentieri dal proprio domicilio. Qualcosa su cui a breve sarà necessario intervenire”.
In che modo? 
“I medici di base sono pronti. Aspettiamo le indicazioni della Regione che dovrebbero arrivare tra domani e martedì. Se siamo stati fondamentali nel mettere in sicurezza gli over 80, il nostro apporto può diventare decisivo anche per altre fasce d’età. Del resto le problematiche da affrontare sono numerose”.
Alcuni esempi?
“Servono miglioramenti sulla parte informatica. La piattaforma utilizzata è troppo laboriosa e di certo non aiuta: noi questi limiti li abbiamo messi in evidenza da tempo. Poi abbiamo anche i dubbi sulla seconda dose Pfizer a 42 giorni: questa raccomandazione potrebbe essere recepita anche in Toscana, anche se non è chiaro se varrebbe o meno per le prenotazioni già effettuate”.

 


Lei cosa ne pensa?
“Gli studi ci dicono che la prima dose già fornisce protezione contro il Coronavirus. Potrebbe essere una buona soluzione, in grado anche di farci evitare un’eventuale terza iniezione. Anche perché si sta per aprire un’altra partita, quella che riguarda i sanitari: chi si è vaccinato a gennaio ha ancora gli anticorpi, ma sembra esserci la necessità un altro richiamo dopo circa otto mesi. Più in generale c’è un problema di comunicazioni: troppe. Abbiamo bisogno di snellire e diminuire i messaggi che arrivano ai cittadini e anche in questo i medici di base possono aiutare”.

Per ora la Regione non è intenzionata ad aprire le prenotazioni per gli over 50. E’ d’accordo?
“Ogni decisione presa è complessa, ma in generale può essere giusto proteggere i più anziani, purché la campagna prosegua spedita. Ci sono molti aspetti da affrontare nelle prossime settimane: i richiami per il personale scolastico, da effettuare con AstraZeneca, sono molto indietro. C’è anche l’ipotesi di una seconda dose con Johnson & Johnson. Senza dimenticare che ogni Regione ha necessità di tenere una certa scorta di vaccini per i richiami in caso di ritardi nelle forniture. Una sfida complessa che va affrontata con la massima sinergia”.