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Siena, attesa per i tutor: il progetto è fermo da 5 mesi

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Carlo Pellegrino
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Il progetto esecutivo richiesto da Anas è partito da Palazzo Pubblico il 30 novembre. Cinque mesi dopo, però, manca ancora il via libera per l’installazione dei tutor sulle strade senesi. La richiesta del Comune di Siena, necessaria come integrazione al progetto ormai di lunga data dell’ente, è ferma a Roma. I soliti tempi tecnici, la solita burocrazia, che frena il completamento di un intervento annunciato in dirittura d’arrivo ormai dall’estate del 2019. Da allora, però, l’accensione dei dispositivi non è stata ancora possibile.

 

Sono ormai passati tre anni da quando il Comune di Siena ha iniziato a lavorare su questo progetto. Se nel 2017 l’installazione di due autovelox fissi, uno sulla statale Cassia, tra Siena e Isola d’Arbia, l’altro sul lotto zero della Due Mari, nei pressi dell’uscita di Siena Est, aveva prodotto risultati immediati in termini di sanzioni, con il passare dei mesi l’effetto sorpresa era via via scemato. Così con l’arrivo di De Mossi e della sua squadra a Palazzo Pubblico l’idea fu quella di trasformare gli autovelox, voluti dall’Amministrazione precedente, in tutor. C’era – e c’è ancora - il rischio che gli autovelox su Cassia e lotto zero non soltanto cessino di rappresentare un incentivo a rispettare i limiti, ma diventino un pericolo alla circolazione: ora che tutti sanno dove si trovano basta frenare quando ci si avvicina per evitare che scatti la fotografia. Un problema risolto con i tutor, che non pizzicano l’automobilista in una posizione, ma lo monitorano su un tratto di strada lungo circa un chilometro.


Nell’ultimo anno più volte il progetto è stato dato per concluso o quasi, tanto che si era già iniziato a parlare dell’installazione di altri tutor in strade ancora più trafficate nel comune di Siena, come la tangenziale. D’altra parte il rapporto tra amministrazione comunale e Anas, lo hanno ricordato più volte i due soggetti, è buono e all’insegna della collaborazione reciproca. L’ente proprietario della strada, inoltre, ritiene i tutor lo strumento più efficace (meglio dell’autovelox, per intenderci) per prevenire gli incidenti stradali e vede di buon occhio l’utilizzo e l’estensione di questa tecnologia nelle proprie vie di comunicazione. 

 


L’intoppo si è creato quando a Palazzo Pubblico, che già riteneva di aver espletato le procedure, è stato richiesto un progetto esecutivo, procedura dalla quale non si può prescindere se si interviene con un lavoro pubblico lungo una strada statale. Alla burocrazia, che strangola ogni intervento pubblico, si è aggiunta anche l’emergenza Coronavirus, che certo non ha velocizzato l’iter. Fatto sta che la certezza che i tutor si faranno, su questo è stato chiarissimo e più volte il vicesindaco Andrea Corsi, cozza ancora con i ritardi e l’incertezza dei tempi. Anas, peraltro, non si è mai sbilanciata su quante settimane – mesi, a questo punto – sarebbero state necessarie per visionare e approvare la pratica e cinque mesi dopo si capisce il perché. Dopo il via libera, finalmente, i lavori. Prima su Cassia, poi Lotto Zero. Che dureranno un mese, altra burocrazia permettendo.