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Siena Covid, il Comune Abbadia San Salvatore chiede a Giani la zona rossa

Mariella Baccheschi
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Abbadia San Salvatore, il Comune chiede zona rossa ma la risposta ancora non c’è. Lunedì sera era attesa la comunicazione della Regione Toscana su eventuali misure restrittive per il Comune di Abbadia San Salvatore, dove nel fine settimana era scoppiato un focolaio di Coronavirus. E, invece, nulla. Nemmeno ieri, martedì 27 aprile. E, forse, non arriverà nessuna nuova fino a venerdì, il giorno in cui - hanno riferito dalla segreteria del presidente - Eugenio Giani si pronuncia, dopo aver partecipato all’incontro con il governo e aver valutato le richieste di tutte le aree.

Dal giorno 26 l’intera regione Toscana è passata in “giallo” e, come sappiamo, il governatore aveva sperato di non vedere macchie rosse. E sulle restrizioni locali aveva anche dichiarato che “nel caso fosse necessario, i sindaci dei comuni potranno provvedere direttamente nel caso specifico”. Provvedimenti che pertanto avrebbe potuto assumere personalmente anche il sindaco Fabrizio Tondi. Lunedì mattina nel comune amiatino si è riunito il tavolo di crisi, con la partecipazione delle autorità, degli uffici, della Usl e delle forze dell’ordine. Erano stati raccolti tutti i dati per definire la situazione esatta della pandemia nel comune, che il vicesindaco Lucilla Romani aveva sintetizzato la sera precedente in numeri molto pesanti, da zona “rossa” (51 positivi, di cui tre ospedalizzati e 20 positivi con tamponi rapidi da verificare). E nella chiusura di una attività manifatturiera con 280 lavoratori a casa, in quarantena. L’intero dossier era stato inviato in Regione, in attesa di una valutazione, che avrebbe dovuto stabilire se ripristinare la zona arancione o passare addirittura in quella rossa. L’ultimo appello di Romani, però, aveva fatto leva sulla responsabilità individuale di ogni singolo cittadino, invitandolo a comportarsi “moralmente” come se si trovasse in zona “rossa”. Anche perché non è possibile risolvere il problema con le sole sanzioni. Chi, però, fino a questo momento è stato ligio alle regole, compiendo grandi sacrifici materiali e morali, vorrebbe vedere la famosa “luce in fondo al tunnel”. In paese, invece, i contagi si stanno moltiplicando in maniera esponenziale, proprio ora che in generale il virus sembra avere un effetto calante. Ci vogliono comportamenti responsabili. Niente feste, niente cene anche per poche persone, niente aperitivi, né gioco delle carte.

 

Potrebbe infatti essere stato un incontro conviviale l’occasione di questo ultimo cluster pandemico, tanto che la procura di Siena sta indagando. Il sindaco di Piancastagnaio Luigi Vagaggini, che nel suo Comune ha numeri da “zona bianca”, è molto preoccupato per l’evoluzione della pandemia nel territorio e si è fatto portavoce in Regione di una richiesta, per tornare alla zona arancione, di attivare il progetto “Territori sicuri” e intraprendere una campagna vaccinale di massa.