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Siena, cane mangia quattro salsicce sospette: scatta la lavanda gastrica

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Mariella Baccheschi
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È stata riaperta ad Abbadia San Salvatore, dopo qualche giorno di chiusura, l’area della pineta dell’Oriolo, già destinata a parco di sgambamento per i cani. Era successo un episodio curioso e fortunatamente senza conseguenze per un quattro zampe, accompagnato lì dalla proprietaria per farlo passeggiare e divertire. A un certo punto si era imbattuto in quattro salsicce fresche che aveva trangugiato. Ma trasportato tempestivamente dal veterinario, era stato liberato dal presunto pericolo con una lavanda gastrica, senza minimamente accusare sintomi di malessere. 

 

Tutto finito bene, non era un’esca avvelenata per cani. A parte il mistero dei quattro salsicciotti finiti nella pineta, l’accaduto ha portato alla luce lo stato di degrado di questa zona del paese, che la delegazione Enpa Amiata di Abbadia San Salvatore era riuscita a trasformare nella prima area per lo sgambamento degli amici a quattro zampe. Un luogo richiesto in passato, ma anche oggi, da parecchi cittadini, che non sanno dove far sgranchire i loro animali, a cui l’accesso è vietato sia nei parchi pubblici sia nel bosco.

La soluzione era stata trovata nell’utilizzo della pineta dell’Oriolo, arredata con cartelli invitanti, il distributore di sacchetti per deiezioni, cestini e panchine. Della gestione del parco si erano occupati i volontari Enpa. E questo è accaduto fino a che la attuale amministrazione comunale non ha rinnovato la convenzione, scaduta da qualche anno e più volte sollecitata. Di recente sono state fatte delle promesse che dovrebbero presto diventare realtà. In più il comune ha fatto effettuare sull’area uno studio sulle piante, che ha evidenziato una situazione “allarmante”, soprattutto a carico dei pini neri e silvestri, la maggior parte dei quali ha oltre cento anni di vita.

 

 

Per loro, che il tecnico Antonio Gabellini, autore dello studio, ha definito “complessivamente a fine ciclo vegetativo”, è prevista la sostituzione senza procedere a ulteriori indagini e valutazioni e per alcuni esemplari “l’abbattimento urgente”. Gabellini ha anche consigliato di sostituire le conifere con alberi di specie autoctone e latifoglie caducifoglie. Il parco, secondo le intenzioni del comune, rimarrà a disposizione dei cani, anche se gli utenti preferirebbero altre zone.