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Siena, l'assessore Alberto Tirelli: "Ristoranti all'aperto in Fortezza. Con le nuove regole è impossibile lavorare"

Alessandro Lorenzini
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“Da parte nostra massima disponibilità, ma ‘ripartire insieme’ con le regole del Governo è impossibile”. E’ un fiume in piena l’assessore al turismo e commercio del Comune di Siena Alberto Tirelli in merito alle riaperture degli esercizi di somministrazione teorizzate per la giornata di lunedì 26 aprile. Il Comune, viste le norme, proverà ad allargare gli spazi a disposizione utilizzando anche la Fortezza Medicea e si pensa pure all’ulteriore chiusura di alcune strade del centro storico, ma, secondo Tirelli, “i problemi rimangono”. 

 

 

“Come si fa ad imporre che la ristorazione possa essere consentita con servizio al tavolo esclusivamente all’aperto? – si domanda l’assessore - E chi l’aperto non ce l’ha e non lo può avere? E se piove? E se piove a metà servizio del resto si fa il doggy-bag? E se uno ha tanto spazio, ma solo interno, che fa? Sta chiuso? Domande che non hanno alcuna risposta al momento e siamo a poche ore dall’apertura”. 
L’amministrazione comunale di Siena ha rinnovato la concessione gratuita del suolo pubblico e sta pensando anche ad altre misure straordinarie.

“Ci siamo sentiti anche in queste ore – spiega Tirelli – con il vicesindaco Andrea Corsi e con il comandante della polizia municipale Cosimo Tafuro, pensiamo assieme al sindaco Luigi De Mossi a ulteriori misure straordinarie. Per esempio di inibire al transito alcune strade come via San Pietro (chiusa in alcune occasioni lo scorso anno) o altre vie che si prestano a questa esigenza. Stiamo prospettano poi di mettere a disposizione gli spazi in Fortezza Medicea, di concerto con l’associazione Propositivi e con Confcommercio e Confesercenti, ma non tutti gli esercenti hanno le risorse e avranno la possibilità di allestire spazi all’esterno. Da parte nostra c’è la massima disponibilità, abbiamo rinnovato senza iter burocratico la gratuità del suolo pubblico, dove è possibile lo allargheremo per venire incontro alle esigenze di tutti e penseremo anche ad altri spazi, ma le norme attuali sono francamente impossibili”. 

 


Non tutti gli esercizi quali bar e ristoranti comunque potranno essere accontentati, così come non tutti i titolari avranno la possibilità di fare investimenti per un allestimento all’esterno, in qualche caso anche lontano dal proprio locale. “Faccio un altro esempio – chiosa Tirelli – Da lunedì  il caffè al bancone si può prendere? Sembrerebbe di no. E se piove chi è fuori può riparare all’interno? E in questo caso la polizia municipale come deve agire? Altre domande senza risposta, si dettano delle regole, poi la loro applicazione è delegata interamente ai sindaci e alle amministrazioni locali, senza però fornire adeguate spiegazioni su cosa fare. Oltretutto a poche ore dalle aperture”.

“E poi – spiega ancora Tirelli - la perla legislativa dell’anno: dal primo giugno le attività di ristorazione saranno consentite anche al chiuso, ma, badate bene, dalle ore 5 fino alle ore 18. Ma chi ci va al ristorante alle 5 del mattino? ‘Ripartiamo insieme’, ma ripartire così è veramente dura”.