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Covid, a Siena Stefano Scaramelli contro Paolo Benini sulle scuole: "Dovevano riaprire prima"

Alessandro Lorenzini
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Chiudere le scuole? Dovevano riaprire prima”. Il vicepresidente del consiglio regionale, nonché leader di Italia Viva, Stefano Scaramelli “boccia” l’assessore Paolo Benini sulla scuola, ma “promuove” il Comune di Siena per quanto riguarda la gratuità del suo pubblico per gli esercenti. “Siena può essere modello per tutta la Toscana” dice. Tanto da presentare su questo tema una mozione sull’esenzione del pagamento del suolo all’aperto per bar, ristoranti e tutte le imprese titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l'utilizzo del suolo pubblico, da estendere a tutta la Toscana.

 

 

Scaramelli partiamo dalle scuole: giusta la riapertura?

“La valutazione di Benini (“Dovevano restare chiuse”, ha detto ieri al Corriere di Siena, ndr) a mio avviso è errata. Dovevano essere aperte prima e rimanerlo. Le attuali soluzioni sono un elemento positivo e graduale. Per quanto mi riguarda mi sono sempre battuto per la didattica in presenza al cento per cento”.

Non teme che la scuola possa essere un luogo di contagio?

“Il problema non sono le scuole, ma i trasporti. Su questo aspetto si possono utilizzare metodi alternativi, ad esempio taxi e Ncc. La Toscana ha fatto molto, differenziando gli orari di entrata e implementando i bus. Poi possiamo utilizzare la soluzione dei tamponi salivari, meglio uno in più che prendersi un rischio. In più si è proceduto con la vaccinazione del personale scolastico. Ci sono le condizioni, insomma, per una riapertura, del resto mancano solo sei settimane, si può fare didattica in presenza. Sottolineo come la Toscana stia fornendo tamponi gratuiti nelle farmacie per studenti e parenti, invito tutti a farli. Personalmente, e come Italia Viva, ci siamo battuti per questa campagna. La prevenzione diventa fondamentale, così come il rispetto delle regole. Faccio una battuta e tale rimane: se si può far lavorare all’aperto un ristorante, nelle ultime settimane possiamo pensare anche a questa soluzione per le scuole”.

Insomma, scuole sempre aperte.

“La formazione è importante. Non è solo nozionismo, è relazione sociale, crescita culturale, interazione e dimensione emozionale. Sono aspetti che i ragazzi devono vivere con i loro coetanei. Ce lo dicono non solo i dati, ma purtroppo anche le nuove patologie che stanno emergendo in questo periodo. I giovani hanno fatto un sacrificio enorme, come i nostri nonni e i nostri anziani”.

 

 

Lei è sempre stato per le aperture anche per quanto riguarda altri settori.

“Lo sono anche oggi. Faccio l’esempio dei ristoranti. Devono riaprire anche al chiuso. Per quanto riguarda l’aperto, in tutta la Toscana ci vuole l’esenzione del suolo pubblico, anche attraverso il silenzio assenso. Chi non avrà la possibilità di lavorare con lo spazio all’aperto, abbia la possibilità di farlo al chiuso, attraverso protocolli e regole che già esistono. Non si può vivere di sussidi e ristori, ci vuole il lavoro e non possiamo criminalizzare un settore”.

Siena ha già allungato la gratuità del suolo pubblico fino al 31 dicembre. E’ un modello per la Toscana?

“E’ una soluzione positiva, può essere un modello. Bisogna farlo ovunque, questo il senso della mozione che abbiamo presentato. E’ l’unica cosa che può fare un’amministrazione in questa fase”.

Concludiamo con la campagna di vaccinazione. Dopo alcuni passaggi a vuoto, la Toscana si è rimessa in carreggiata?

“Le critiche che abbiamo sollevate erano corrette. Non volevamo essere distruttivi, volevamo un cambio di passo, tutto quello che abbiamo chiesto si è verificato. Sono a disposizione molti più vaccini, gli errori commessi in passato sono stati di stimolo. Sono fiducioso”.