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Siena, stalking. L'ex comandante della polizia municipale Cesare Rinaldi davanti al gup

Claudio Coli
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Inizierà il prossimo 10 giugno, di fronte al gup di Firenze Piergiorgio Ponticelli, l'udienza preliminare del processo scaturito dall'inchiesta sullo stalking che nel giugno 2020 avrebbe avuto protagonisti l'ex comandante della Polizia Municipale di Siena, Cesare Rinaldi, e la moglie Cristiana Casini, ex agente del corpo di municipale senese. I due, insieme ad altre cinque persone finite sotto indagine, compariranno davanti al giudice per impostare le rispettive strategie difensive processuali. Sono confermate per tutti e 7 gli indagati le contestazioni mosse alla chiusura dell'indagine, avvenuta alla vigilia di Natale 2020: a Rinaldi e Casini si contestano i reati di stalking e accesso abusivo ai sistemi informatici e telematici, mentre agli altri cinque – 4 carabinieri, di cui uno in pensione, e un agente dei servizi segreti - si muove solo l'accusa di accesso abusivo ai sistemi informatici, 615 ter, in concorso. Proprio in relazione a questa accusa - le indagini sono state condotte congiuntamente dalle Procure di Siena e Firenze, nelle persone del pubblico ministero Valentina Magnini e del procuratore della Repubblica fiorentina Giuseppe Creazzo – il procedimento si celebrerà nel capoluogo toscano. A difendere i coniugi Rinaldi, gli avvocati Enrico e Lorenzo De Martino, mentre gli altri cinque sono rappresentati dagli avvocati Giuliana Falaguerra, Fedele Paternostro, Nicola Zanobini, Francesco Maccari, Valbona Nuredini e Mirko Mecacci.

 


Al centro della “spy story”, come si ricorda, i presunti atti di stalking in forma anonima messi in atto dell'ex comandante e della consorte a danno di una donna senese - funzionaria dell'Università, con cui Rinaldi aveva in precedenza intrapreso una relazione sentimentale – dei suoi familiari e conoscenti. A rimanerne vittime, oltre alla donna, il padre e il convivente di lei, il figlio, un collega di lavoro, il suocero, oltre alla fidanzata minorenne del figlio e i suoi nonni. Lo stalking, secondo quanto ricostruito dai magistrati, sarebbe andato avanti dall'agosto 2019 fino al 2020, grazie a verifiche di dati personali tramite accesso alla banca dati della Polizia Municipale, tracciamento degli spostamenti e circa 440 contatti, tra telefonate anonime, messaggi e squilli con una scheda telefonica fittizia, oltre a una lettera.

 

Un controllo ossessivo che, sempre secondo l'accusa, sarebbe stato possibile grazie all'ausilio e al coinvolgimento di elementi appartenenti alle forze dell'ordine e all'intelligence, cui Rinaldi, secondo gli inquirenti, avanzava richieste apparentemente istituzionali sfruttando credibilità e prestigio personale. Da una parte i carabinieri avrebbero aiutato il comandante, attraverso accessi allo Sdi (sistema d'indagine informatico) e al sistema informatico d'indagine EtNA (elenco telefonico nazionale gestito dal sistema informativo interforze), ad entrare nelle utenze telefoniche della donna per avere visione di messaggi e contenuti; dall'altra il funzionario dell'intelligence, secondo l'indagine, ricevuto un foglietto di carta con appuntati i nominativi da controllare, avrebbe fatto accesso allo Sdi fornendo anche l'utenza telefonica (intestata ad una ignara studentessa americana di Firenze, vittima di sostituzione di persona) dalla quale sarebbero poi partiti gli insistenti messaggi e le telefonate. La moglie del comandante infine si sarebbe occupata, sempre secondo le ipotesi investigative, di indurre un dipendente del Comune di Siena a controllare dati anagrafici e monitorare gli accessi Ztl della vittima dello stalking e dei suoi familiari, attraverso accessi abusivi al sistema informatico dei varchi.