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Siena, verso le riaperture. Commercianti: “Giù tasse e costi fissi per sopravvivere”

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“La discussione in atto sulla riapertura delle attività speriamo porti a breve a risultati concreti, dopo 15 mesi di agonia tra chiusure, riaperture, zone colorate ed indennizzi scarsi. Rileviamo però che questo non può distogliere l’attenzione dal fatto che in questi 15 mesi si sono creati dei nodi gordiani, che ora devono essere sciolti”. Vanno dritte al cuore dei problemi, tanti, che ancora devono essere risolti Confcommercio e Confesercenti Siena dopo l’annuncio delle riaperture da parte del premier Draghi. Ci riferiamo – fanno notare le associazioni - non solo ai nodi “romani”, dove la politica appare sempre più distante dai problemi reali dei cittadini, ma anche quelli più vicini a noi. Parliamo dei nodi a livello locale, dove la potestà decisionale risiede negli organi eletti dalle comunità locali”. “Occorre agire, presto e al meglio possibile - è la richiesta - coordinando tra Amministrazioni e categorie economiche le manovre che possono consentire una sensibile riduzione dei costi fissi, un’azione altrettanto importante rispetto agli indennizzi, senza la quale la ripartenza delle attività rischia di essere una semplice enunciazione, con conseguenze catastrofiche sulla tenuta sociale ed economica di un intero territorio”. Il primo elemento da affrontare è il tema degli affitti. “Preso atto che, a oggi, il Governo è rimasto sordo alle richieste di intervenire con una specifica normazione, avanzate sin dall’aprile 2020 dalle categorie economiche - affermano le associazioni - è necessario adottare iniziative almeno in sede locale per impedire il definitivo dissesto di migliaia di imprese, soprattutto commerciali e turistiche, che in questi mesi hanno accumulato debiti ingenti nei confronti dei locatori”.  “Un primo passo è stato fatto grazie alla Prefettura, che accogliendo la proposta della Camera di Commercio, ha convocato un tavolo per la stipula di un protocollo di intesa finalizzato ad una composizione degli affitti. E’ un passaggio importante, che da solo però non basta. E’ ormai improcrastinabile intervenire a livello governativo e parlamentare per evitare la scomparsa di tante imprese non per loro colpa o incapacità ma perché impedite ad esercitare il loro lavoro”.

 

 


 

Altro tema dirimente è quello dei costi fissi a carico delle aziende, costi che sono stati e sono presenti nonostante la perdita di fatturato. Tra questi si presenta particolarmente iniqua la questione Tari. “Pur in presenza di una forte riduzione di rifiuti prodotti dalle aziende, i costi a loro carico non accennano a diminuire ma si annuncia un’ulteriore crescita nel 2021”, fa notare l’associazione. 
“Questo è paradossale - aggiungono le associazioni -. Aziende che hanno avuto riduzioni di fatturato del 60, 70, 80%, che per settimane o mesi non hanno potuto svolgere attività o che, come nel caso del sistema ricettivo, pur rimanendo aperti non hanno avuto presenze e quindi sono rimaste, di fatto inattive, devono continuare a pagare come se non fosse successo nulla?”.
“I Comuni, a partire dal capoluogo hanno fatto interventi, è giusto ricordarlo, andando ad abbattere in parte la parte variabile della Tari. Ma non basta. Oltre che abbattere la parte variabile in toto, occorre agire su altri due livelli: abbattere o ridurre la parte fissa e rivedere la distribuzione delle tariffe tra utenze domestiche e non domestiche”.

 

 

“Prendendo ad esempio Siena (ma il ragionamento vale per quasi tutti i comuni della provincia senese) non è né equo né logico che il 60% della Tari gravi sulle 6.000 imprese presenti nel territorio comunale ed il 40% su oltre 52.000 residenti - fanno notare Confcommercio e Confesercenti Siena -. E’ una distribuzione disequilibrata già in situazioni normali, figuriamoci in una situazione come l’attuale, dove i rifiuti prodotti dalle aziende sono calati in modo pazzesco. Su questo le amministrazioni comunali possono intervenire”. Cosap, Tassa soggiorno, Irpef: “Le amministrazioni possono intervenire sugli altri temi che attengono alle loro competenze - chiedono le associazioni - Dalla concessione gratuita del suolo pubblico (che alcune, come Siena, hanno già fatto) all’esenzione della tassa sulla pubblicità o del canone unico, al blocco della tassa di soggiorno per arrivare alle addizionali Irpef”.
Imu“E’ necessario un intervento sui tributi che gravano sugli immobili, a partire dall’Imu, ricollocando tale intervento nell’ambito del Protocollo di intesa in elaborazione in Prefettura, perché sia strettamente connesso alla rimodulazione dei canoni - dicono Confcommercio Siena e Confesercenti Siena -. E’ inoltre importante un intervento sull’Imu che grava sui beni strumentali delle attività economiche che hanno subito l’obbligo della chiusura”. Irap. “Un’azione forte va fatta anche nei confronti della Regione, al di là dei contributi erogati, la Regione va sollecitata a rivedere i suoi livelli di pressione fiscale agendo sulle addizionali di sua competenza e sull’Irap”.