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Siena, Luigi De Mossi: "Palio? E' più complesso degli stadi aperti in estate"

Alessandro Lorenzini
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Sindaco Luigi De Mossi, il territorio senese e toscano è tornato in zona arancione, qual è la situazione?
“Nell’ultima settimana registriamo una curva che si sta leggermente abbassando, ma dobbiamo fare ancora attenzione, la curva può ricominciare a salire. Non scordiamo che abbiamo 132 casi totali alle Scotte di Siena, con 188 decessi totali purtroppo dall’inizio della pandemia. Abbiamo effettuato una sanzione giovedì, sette sanzioni venerdì e una sabato scorsi, poi più nulla nei giorni successivi con la Polizia Municipale. Per quanto riguarda i vaccini il presidente della Regione Eugenio Giani ha indicato il cronoprogramma: 136mila dosi in totale arriveranno in questi giorni. Sono cominciati i tamponi anche alle Logge del Papa, in collaborazione con la farmacia Sapori”.

 


Le aperture a livello nazionale che riguardano lo sport e gli stadi possono rappresentare un segnale in vista dell’estate e dei Palii?
“Sono cose diverse. Per quanto riguarda le attività culturali abbiamo pensato a un’estate ricca di appuntamenti, qualora ci fosse data la possibilità. Stiamo lavorando al teatro di strada e ad alcuni eventi con la Chigiana. Stiamo portando avanti anche lo spettacolo coprodotto con il teatro La Pergola ‘Certi di esistere’. Ci sono progetti e prospettive e mi auguro che dopo le concessioni sullo sport, questo si riverberi anche su tante attività culturali”. 
Per quanto riguarda il Palio, dopo l’approvazione del nuovo calendario sul protocollo equino?
“Il tema del Palio è più complesso, non c’è soltanto l’accessibilità a Piazza del Campo e ai palchi, ma anche tanto altro. Non è come accedere a un evento sportivo in uno stadio. Un sistema per accedere a Piazza del Campo lo possiamo anche trovare, ma il nostro rito non può essere sacrificato e si declina con vicinanza e contatto, mi immagino quanta necessità ci sarebbe di stare tutti assieme, quindi ci sarebbero tante situazioni da monitorare. Ne parlerò con le Contrade, di certo dobbiamo farci trovare pronti. Stiamo lavorando, se ci fosse la possibilità non ci tireremo di certo indietro. Certo, il primo segnale dovrebbe arrivare dal Governo”.
Argomento Mps. Giani ha ribadito l’importanza dell’azione giudiziale da 3,8 miliardi di euro che la Fondazione dovrà intraprendere, su suo input, nei confronti della banca.
“Con le istituzioni siamo in contatto per Mps. Sono ancora convinto che l’azione giudiziale da parte della Fondazione da 3,8 miliardi di euro sia importante. Il Comune farà la sua parte per sollecitare i nuovi deputati della Fondazione, pur nella loro autonomia e in quella della Fondazione, ma quello dell’azione è un argomento che dobbiamo trattare insieme a Regione, Provincia e Fondazione che è soggetto attivo. Dobbiamo fare di tutto per far avere i giusti ristori alla nostra comunità. Mi fa piacere che Giani abbia insistito su questi aspetti, ma con la Regione c’è sempre stata collaborazione”.

 


Sono giorni importanti anche per il progetto della multiutility regionale: un progetto comune di tutta la Toscana per energia, acqua e rifiuti.
“Sulla multiutility regionale sono d’accordo con il sindaco di Firenze Dario Nardella. Credo che sia una valore importante per tutta la regione Toscana e per Siena. E’ un’ottima idea che intendo portare avanti in maniera convinta”.
Santa Maria della Scala e spazi pubblici per ristoranti e bar: due punti da cui ripartire in estate?
“L’allestimento della collezione Spannocchi al Santa Maria della Scala è stato completato, ci sono tutta una serie di opzioni per mostre che sono in programma. Contiamo di essere tempestivi e farci trovare pronti. La Fondazione Mps ha proposto una mostra sul Seicento e Rutilo Manetti, la mia idea è avere un contatto sempre più ampio con Vernice progetti (società della Fondazione Mps che si occupa di eventi culturali, ndr) per far crescere le professionalità e fare in modo che cresca il Santa Maria della Scala, che presto avrà un nuovo Statuto come Fondazione. Con Opera abbiamo un contratto in essere e intendiamo rispettarlo fino alla sua scadenza. Per quanto riguarda la ristorazione e il suolo pubblico conterei di rinnovare questa possibilità ai ristoratori stessi, ma anche ai bar, per venire incontro alla crisi, che come sappiamo non è solo economica”.