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Siena, Massimiliano Dindalini: "Con la zona arancione più autobus per Tiemme. Aspettiamo il Consiglio di Stato per la gara tpl"

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 Massimiliano Dindalini, presidente Tiemme

Carlo Pellegrino
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Con più studenti in classe c’è bisogno di altri autobus per condurli a destinazione. Così, con il ritorno della zona arancione da oggi a Siena (Valdelsa esclusa) e nel resto della Toscana, aumenta anche l’impegno di Tiemme per il trasporto scolastico. “Il programma operativo – afferma il presidente Massimiliano Dindalini – ormai è noto e con la zona arancione scatta in automatico il piano previsto con il supporto di mezzi necessari a seguire i protocolli sanitari vigenti”.


Quanti entrano in servizio?
“A Siena sono ripristinati 26 dei 40 autobus contenuti nel progetto prefettizio, questo perché Poggibonsi, Colle Val d’Elsa, Casole d’Elsa, San Gimignano e Radicondoli sono ancora in zona rossa. Ad Arezzo, che non ha zone rosse, ripristinati tutti i servizi di potenziamento previsti: 45 mezzi complessivi di cui 20 Tiemme”.
In un vostro autobus, nei giorni scorsi, sono state trovate tracce di Covid. E’ preoccupante?
“Questa indagine promossa dal ministero della salute in tutta Italia va presa come qualcosa di positivo. Nei controlli a sorpresa, la Asl ha confermato come sui nostri mezzi tutte le misure anti-contagio e i protocolli vengano scrupolosamente rispettati. Quanto alle analisi a campione dal punto di vista chimico effettuate, sono state individuate tracce di Covid su una pulsantiera. Questo ci ha fatto capire che qualche errore è stato commesso non nella procedura della pulizia, che è corretta, ma nell’esecuzione. Apporteremo quindi i necessari correttivi, ma è importante segnalare che su ogni pullman è presente il gel igienizzante: non ci sono quindi rischi per la salute dei passeggeri”.
Quanto è difficile lavorare con il Covid?
“E’ una situazione pesantissima sotto ogni punto di vista, anche per i costi. Proprio in questi giorni stiamo cercando di capire quali saranno i ristori del Governo relativamente al 2020, poi potremo chiudere il bilancio che però per la prima volta sarà in passivo”.
Non era mai successo?
“Da quando esiste Tiemme, ovvero dal 2010, abbiamo sempre chiuso in attivo i bilanci. Questo ci ha permesso di accantonare un po’ di risorse che ci permettono di affrontare questo momento con relativa serenità, anche perché la perdita non sarà troppo consistente. Il Covid ci sta ferendo ma non abbattendo, insomma, anche se dover risolvere problemi quotidiani rende difficile pensare a qualcosa di diverso da una gestione emergenziale”.
Anche perché Tiemme di spade di Damocle sulla testa ne ha due. Cosa vi aspettate dalla gara sul Tpl?
“Ci avviciniamo con fiducia al nuovo passaggio al Consiglio di Stato, previsto il 18 maggio. Non so se sarà definitivo, ma sicuramente è molto importante per capire cosa potrà succedere”.


Tiemme e Mobit credono ancora che possa essere rivista l’assegnazione ad Autolinee Toscane?
“Pensiamo, come abbiamo sempre detto, di avere buone ragioni, manifestate in ogni nostro ricorso. L’attenzione che il Consiglio di Stato ha dato alla vicenda, chiedendo un approfondimento a tre docenti universitari sui problemi che abbiamo sottoposto, riconosce la fondatezza delle nostre eccezioni. Nell’udienza del 18 maggio porremo le nostre ragioni, come del resto faranno i francesi. Sono fiducioso e convinto che alla fine di questo percorso, qualunque sarà la decisione, avremo fatto bene a tutelare i nostri diritti”.
Nel frattempo vi state muovendo?
“Nel 2021 arriveranno tre mezzi interurbani diesel e sei urbani di 10,5 metri a metano. Per l’acquisto di altri 14 extraurbani da 12 metri aspettiamo l’esito della gara”.
Come procedono, invece, le varie inchieste giudiziarie che fanno da contorno alla gara regionale?
“Posso parlare solo di quella che mi riguarda personalmente. Dopo la consegna dell’avviso di garanzia, non c’è stato alcun altro atto depositato dal pubblico ministero, che ha richiesto una proroga per le indagini. Non fa piacere a nessuno essere in una situazione come questa, ma la affronto con totale serenità perché sono certo di aver agito nel rispetto della legge, assieme agli altri colleghi delle varie aziende toscane”.
Appare comunque evidente che il rapporto con l’attuale giunta regionale sia migliorato.
“Questo lo confermo, anche perché la Regione si è messa in una condizione diversa rispetto ai predecessori. Che è quella, dopo ormai anni di udienze, di aspettare una decisione definitiva della giustizia. Sicuramente il rapporto è migliore e c’è un dialogo che ha permesso anche di gestire la difficile fase di emergenza Covid”.
Avevate lamentato ritardi nei pagamenti, che mettevano in difficoltà alcune consorziate Mobit. Cosa è successo poi?
“Anche su questo bisogna riconoscere che la Regione ci è venuta incontro e una parte di quelle spettanze sono state liquidate. Gli attuali obblighi contrattuali vengono corrisposti e questo permette di andare avanti, soprattutto alle aziende che erano messe peggio”.
Torniamo a parlare del Covid e alle difficoltà degli autisti.
“Devo dire che il personale non si è mai tirato indietro e ha mostrato grande impegno e senso di responsabilità. Il rapporto con loro è buono, anche grazie agli accordi sindacali sottoscritti. E’ chiaro che parliamo di una categoria esposta, l’accordo appena firmato al Ministero del Lavoro ci permette di procedere alle vaccinazioni in azienda, campagna che speriamo di portare avanti il prima possibile augurandoci che dopo la messa in sicurezza degli anziani si possa passare alle categorie a rischio”.
Le positività al Covid degli autisti hanno creato problemi al servizio?
“No, anche perché fortunatamente non ci sono stati dei focolai. Tra loro non hanno contatti e questo ha permesso di limitare i problemi”.
Con il ritorno degli studenti degli autobus, temete che le persone più anziane possano essere più in pericolo?
“Direi di no perché già nella ripartenza per il Natale il servizio era stato perfezionato. Non ci sono sovraffollamenti sugli autobus e tutto è molto disciplinato”.
I tutor hanno aiutato?
“Sicuramente sì, specie all’inizio. Sono serviti a capire come comportarsi, ma anche quali mezzi prendere, quando autobus con una livrea diversa si affiancavano ai nostri”.