Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid a Siena: cinque morti alle Scotte. Sono 19 i decessi ad aprile

  • a
  • a
  • a

Cattive notizie dal reparto Covid delle Scotte: se i posti si stanno liberando dopo l’impennata preoccupante di inizio settimana (e questo sarebbe un fattore positivo), il dato dei decessi è quanto mai alto e non permette certo di sorridere. Ieri se ne sono registrati ben 5, un numero che porta a 19 il conto globale dall’inizio di aprile.

 

Il primo del mese, infatti, ce ne sono stati tre, due nel giorno 2, altrettanti il 3. Il 4, ovvero a Pasqua, si è saliti a 4, mentre lunedì 5 (Pasquetta) un altro. Momento di pausa martedì 6, con nessuna morte registrata, poi una il giorno dopo, mercoledì 7, e ancora zero giovedì 8. Venerdì 9 di nuovo un decesso e ieri, come detto, cinque. Una vetta che non piace a nessuno, meno che mai a chi, contro il Coronavirus, ci combatte e spende energie per piegarlo ed esorcizzarlo. E’ il caso di Serafina Valente, cardiologa, direttore del Dipartimento ad attività integrata (Dai) cardio-toraco-vascolare e responsabile dell’area a media intensità assistenziale della Covid Unit. “La maggior parte di queste morti - spiega - riguarda soprattutto pazienti anziani, ricoverati per un lungo periodo e con molte comorbilità, ovvero con presenza di più patologie concomitanti. Solo in un caso si è trattato di una persona più giovane rispetto alle altre, ma presentava altre patologie, anche gravi. Malgrado tutti gli sforzi fatti, devo purtroppo ammettere che questi eventi ci hanno addolorato, ma non sorpreso. Purtroppo, erano attesi, vista l’evoluzione clinica riscontrata durante la degenza”.

 

Venendo alla situazione complessiva, i pazienti nella bolla Covid del policlinico stanno diminuendo. Ieri erano 135 (due giorni fa ce n’erano 141), di cui 18 in terapia intensiva e 42 in media intensità. Questo calo è dovuto appunto ai cinque decessi, ma anche a otto dimissioni e a sette ingressi. La terribile sfida al virus non è quindi finita, anche se si allontana il campanello di allarme di dati troppo vicini alla capienza massima del reparto, che da 162 è stata recentemente elevata a 182 e che adesso sembra avere più respiro e meno bisogno di supporto da altre strutture del territorio, e non solo.