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Siena, cinghialini muoiono prima delle cure. L'associazione Sos Animali attacca

Carlo Pellegrino
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Li aveva trovati un automobilista, nella giornata del Venerdì Santo, lungo la strada di Tegoia. In attesa di un intervento di un veterinario quei due cinghialini, nati da pochi giorni, li ha portati a casa. Ma la mattina dopo erano già morti. E’ successo a Sovicille e Fiora Branconi, presidente dell’associazione Sos Animali, rilancia una polemica che già aveva acceso durante l’inverno: “Sono i Comuni che devono prendersi cura dei cuccioli di animali selvatici. Noi siamo pronti a farlo, ma con una convenzione che ci riconosce dei rimborsi, anche parziali, delle spese sostenute. Altrimenti, come detto, non siamo più nelle condizioni di intervenire”.

 

 

 


In effetti la massima dirigente della onlus lo aveva annunciato: “O i Comuni firmano le convenzioni, o cessiamo la nostra attività in quei territori”. Così quando venerdì 2 aprile ha ricevuto la telefonata dell’uomo che aveva preso in cura i cinghialini, ha spiegato ciò che va dicendo da mesi: “Andate in Comune. Il salvataggio dei cuccioli spetta a loro”. “In un modo o in un altro chi trova un animale arriva quasi sempre a noi – riflette Branconi – il punto è che non abbiamo più la possibilità, anche economica, di prenderci cura di questi animali. Il massimo che abbiamo potuto fare è consegnare del latte in polvere e un biberon, per nutrire i cuccioli, e consigliare di rivolgersi in municipio”.
Così è stato fatto e il Comune si è anche attivato prontamente per accudire i cuccioli. Ma il tempo non è bastato. “E’ andata proprio così – conferma il sindaco di Sovicille, Giuseppe Gugliotti - ci siamo subito mossi non appena segnalato questo problema, con tutte le competenze necessarie: appena possibile, la mattina dopo, sarebbe intervenuto un veterinario. Purtroppo però la situazione era tale da non consentire la sopravvivenza a questi animali”.

D’altra parte il territorio di Sovicille, comune sospeso tra i boschi e la macchia, è una culla perfetta per gli animali: episodi come questi potrebbero anche ripetersi. “L’argomento è assolutamente noto e sappiamo quali sono le nostre responsabilità – assicura Gugliotti – certamente ci muoveremo, ma non credo che arriveremo a un accordo con l’associazione Sos Animali, il loro approccio non ci è piaciuto. Attiveremo i canali e soprattutto le competenze necessarie laddove fatti di questo genere dovessero verificarsi di nuovo. Ripeto, non appena questo cittadino ci ha interpellato siamo subito entrati in azione”.

 

La onlus, intanto, continua la sua attività con i comuni che hanno sottoscritto l’associazione. “Andiamo avanti con Siena, Montepulciano, Chiusi, Sarteano, Colle Val d’Elsa, Poggibonsi e Monteriggioni – afferma Branconi – per i cinghiali è periodo di nascite e questo non è un episodio isolato. Prima di prendere i cuccioli, in particolare, sono state attese circa tre ore. Non c’era possibilità che la madre tornasse da loro, ormai erano da soli. In caso di salvataggi cibo e coperte possono non bastare, a volte sono necessari antibiotici o una lampada a infrarossi e a volte, come purtroppo capita anche a noi, neppure questo è sufficiente per tenerli in vita”.
“La certezza – conclude la presidente di Sos Animali – è che non riusciamo più ad andare avanti con la nostra attività. Faccio l’esempio di un salvataggio a Sovicille: a inizio inverno abbiamo recuperato tre piccoli ricci, accuditi per circa sei mesi, che libereremo la prossima settimana. Solo nutrirli ci è costato 400 euro”.