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Siena, sesso con minore: condannato dipendente della Misericordia

Claudio Coli
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È stato condannato col rito abbreviato a tre anni e un mese dal Tribunale di Siena il 41enne di Colle di Val d'Elsa, dipendente della locale Misericordia, accusato di violenza sessuale su un ragazzo di 14 anni incontrato su una chat online. Il verdetto è stato emesso ieri, a fronte di una richiesta di pena avanzata dalla Procura di Siena che era stata di 4 anni.  Il giudice ha valutato prevalenti le attenuanti generiche sulle aggravanti contestate, riconoscendo la diminuente del rito, e non valutando le risultanze della consulenza tecnica della difesa dell'imputato, che riferiva di problemi da un punto di vista degli impulsi volitivi. Le motivazioni sono attese entro 60 giorni.

 


Come noto il minore si era iscritto a una chat gay online, nonostante l'obbligo della maggiore età, fornendo una data di nascita che non corrispondeva al vero: qui è poi avvenuta la conoscenza con il 41enne, con il quale in seguito sarebbe stato consumato un rapporto non completo, ripreso da un video, poi rinvenuto nel cellulare del ragazzo.  Il padre, una volta viste le immagini, insieme all'altra figlia si è recato dai carabinieri di Poggibonsi per sporgere denuncia. Da qui sono partite indagini, tramite ascolto di testimonianze, raccolta di riscontri e acquisizione di video e foto, che hanno permesso di identificare il dipendente dell'associazione di volontariato. A condurre l'inchiesta è stato il pubblico ministero Nicola Marini.

 

Il 14enne è stato sentito nel corso di un incidente probatorio, durante il quale ha fornito indicazioni sulla dinamica dell'incontro avuto tra i due in rete e sulla realizzazione del filmato, poi trovato dai familiari sul suo telefono, mentre l'uomo indagato ha sempre assicurato come non ci sia stato alcun tipo di adescamento, spiegando di aver avuto dei sospetti sull'età del ragazzo ma di aver scoperto la reale età solo dopo l'incontro sessuale.  Una vicenda scabrosa, emersa nel febbraio 2020, che fece molto discutere in Valdelsa, a seguito della quale il 41enne è stato arrestato e posto ai domiciliari per quasi 7 mesi. “La difesa – ha commentato Massimo Rossi, avvocato dell'uomo – si riserva di valutare le motivazioni, faremo sicuramente appello, la nostra intenzione è quella di collocare una pena che sia entro il perimetro della sospensione condizionale”.