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Siena, agricoltura in ginocchio per il gelo: chiesto lo stato di calamità naturale

Giovanna Belardi
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Sotto il gelo di Toscana rimane tra il 50 e l’80% delle produzioni agricole. Le ultime notti con temperature fino a -7 hanno messo in ginocchio un comparto già provato da un anno di Covid, che si è fatto sentire soprattutto alle voci olio e vino. Senza turisti, senza strutture agrituristiche aperte e soprattutto senza ristoranti il contraccolpo c’è stato. E adesso ci si è messo il gelo.

 

Il bilancio definitivo verrà fatto tra qualche giorno, per comprendere gli effetti sulle gemme più piccole e vedere se ci saranno ulteriori gelate, ma già da tre giorni gli agricoltori monitorano la campagna. Coldiretti e Cia hanno chiesto alla Regione lo stato di calamità naturale e informano le imprese che sul sistema Artea, fino al 30 aprile, sarà possibile segnalare i danni subìti.

“Gli effetti sono stati a macchia di leopardo. A seconda della posizione i vigneti hanno risentito di più - spiega Simone Solfanelli, direttore Coldiretti Siena -. Le temperature sono scese sotto lo zero già a mezzanotte, per diverse ore e così l’effetto è stato devastante. Hanno subito meno danni le coltivazioni esposte a nord, più collinari: erano più indietro e quindi hanno avuto conseguenze minori di quelle esposte a sud e a fondovalle, per le quali è stato un disastro”.

 

Oltre ai pregiati vigneti del senese, danni ingenti anche per frutteti e ortive spiega Solfanelli: “Meli e peri erano in piena fioritura, soprattutto in Valdichiana. Tempo due o tre giorni si potrà dire con certezza fino a che punto hanno subito la gelata. Ma siamo parecchio pessimisti. Queste sono ore importanti per monitorare la situazione. I fuochi tra le piante per alzare le temperature? Sì, ma situazioni climatiche di questo genere sono difficili da fronteggiare”.

Gli fanno eco le parole di Valentino Berni, presidente provinciale Cia: “E’ un disastro. Eravamo già abbastanza provati dagli effetti della pandemia, con la perdita di tutte le vendite legate al turismo e di quelle legate alla ristorazione, adesso un’altra batosta. La situazione è drammatica. Danni superiori al 60%, c’è chi parla dell’80% della produzione, altri a cui la gelata ha distrutto tutto. In Valdichiana le temperature sono scese a -7, a Montalcino a -4. I danni ancora si contano male perchè a seconda dell’esposizione e dell’altitudine sono stati diversi, ma sono immensi. Vigneti, frutteti e ortaggi. Il gelo ha colpito tutto. E per gli olivi si deve ancora vedere”.

Cia segnala che in Valdichiana un’azienda ha usato tecniche antibrina, salvando il raccolto. Allarme anche da Confagricoltura: “La produzione ortofrutticola è compromessa. Chiediamo che la Regione riconosca l’evento calamitoso eccezionale e tutte le misure consequenziali”. Il presidente di Confagricoltura Toscana, Marco Neri, si appella alle Istituzioni, e con lui il presidente della sezione ortofrutta, Antonio Tonioni: “La situazione è catastrofica, la produzione riprenderà solo nel 2022. Molte aziende sono a rischio chiusura e migliaia di stagionali senza lavoro. Questa annata non produrrà reddito. Ci aspettiamo risposte dalla politica: serve una rimodulazione degli impegni bancari, degli oneri fiscali e previdenziali”.