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Siena, l'assessore Benini sulla scuola: “Basta con il tira e molla”

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Filippo Tecce
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Dai servizi dell'infanzia fino alla prima media essendo la Toscana in zona rossa. Da domani, 7 aprile, previsto il rientro in classe così come disposto dal decreto Draghi, in vigore fino al 30 del mese. Ancora didattica a distanza, invece, per gli studenti del secondo e terzo anno della scuola secondaria di primo grado e per tutta la secondaria di secondo grado. Una decisione, osserva l’assessore all’Istruzione del Comune di Siena, Paolo Benini, che “ha una sua logica se si continua all'interno di questo tipo di paradigma”. Soprattutto, accettare le difficoltà del momento generate dalla pandemia. “I decisori dicono che la scuola è un diritto, che si devono tenere le scuole aperte: d’accordo, ma se poi ci sono delle classi in quarantena si devono chiudere, serve avere il personale di ricambio quindi occorrono risposte per garantire il servizio”. Allora è giusta o sbagliata la scelta di riaprire le scuole? “Non lo so, non c’è niente di giusto o sbagliato, io credo che si debba tornare a vivere, con tutte le precauzioni del caso per quelle categorie che hanno un rischio di complicanze piuttosto basso”. Ad un anno di distanza dallo scoppiare della pandemia, è la considerazione di Benini, “ci si avvale delle stesse misure che danno gli stessi risultati, bisognerebbe cominciare a chiedersi se non ci sia qualcosa di sbagliato”. Benini articola il suo ragionamento. “Penso - dice - che stiamo andando avanti in questa situazione di emergenzialità, non ci vogliamo rassegnare all’idea di formulare nuove soluzioni”.

 


Benini torna alla scuola. “Ci dobbiamo decidere, basta con questi tira e molla”. Tra l’altro, osserva l’assessore, già nella riapertura prima della chiusura per il periodo di Pasqua, in una settimana nelle scuole comunali “avevamo fermato tre classi”.  Con relative quarantene per bambini ed insegnanti. Cosa serve quindi? “O si sta chiusi o si sta aperti, ma se si apre si diventa accettanti di alcuni aspetti della realtà, offrendo risposte adeguate, come le cure domiciliari”. Benini è convinto che mai c’è stato un salto di qualità nella gestione della pandemia. “Il gioco lo conduce il virus, si sta andando verso il nulla”. Il tema è divisivo. E continua a dividere tutt’ora. Come lo è la didattica a distanza. Mentre su quanto la scuola possa impattare sulla circolazione complessiva del virus, Benini la vede così. “Di sicuro andare in giro è un veicolo di contagio ma questo non è la scuola, è qualunque cosa. Dovremmo - aggiunge - avere dei decisori che prendono decisioni consapevoli mentre a me pare che si sia sempre in emergenza perenne”. Per Benini “siamo fermi a marzo del 2020, si apre e si chiude. Ci sono soggetti più a rischio che devono essere vaccinati ed altri meno per i quali, dando alcune regole, si può rimettere in moto le cose”. 

 

 

Capitolo dad. “Il problema - afferma l’assessore Benini - non è la didattica a distanza ma l’adeguamento, cioè il come si insegnano le cose. Lezioni più brevi e capacità di tenere alta l'attenzione dei ragazzi. La dad è uno strumento, non la si guardi con pregiudizio ideologico e partitico. Il dato di fatto è che oggi serve”. Per cui, riprende Benini, “bene riaprire le scuole ma - avverte l’assessore - una volta intrapresa questa strada si deve essere nelle condizioni di mantenerla”. Quindi, nonostante l’eventualità che possano presentarsi delle positività al Covid. “Serve fare i tamponi velocemente ed isolare i cluster che si vengono a creare quando superano certi numeri, e vaccinare le persone a rischio”.