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Siena Covid, D'Urso (Asl Toscana sud est): "Pronti a trovare posti letto in tutti gli ospedali"

Gennaro Groppa
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Se dovesse esserci la necessità di un maggior numero di posti letto Covid nel territorio della Asl Toscana sud est questi verranno trovati. Lo ricorda in questa intervista il direttore generale dell’Asl Toscana sud est Antonio D’Urso, che parla di una serie di soluzioni che sono attualmente allo studio.

 


 

Direttore Antonio D’Urso, gli ospedali di Siena e Arezzo continuano ad ospitare tanti pazienti positivi al Covid. Qual è il piano organizzativo per queste strutture? Se dovessero riempirsi ulteriormente potrà capitare che pazienti verranno ricoverati in altri ospedali? Se sì, in quali?
“Rispondo ovviamente per gli ospedali dell’Asl Toscana sud est: abbiamo modellato una risposta in grado di adattarsi alla progressiva crescita dei pazienti. Se dovessero riempirsi tutti i posti, sia i nostri sia quelli dell’azienda ospedaliero-universitaria senese, siamo pronti ad adeguarci a una maggiore domanda di posti letto e su questo stiamo procedendo con una forte collaborazione tra le due direzioni aziendali. Sarebbe prematuro indicare adesso le soluzioni anche perché le risposte sono diverse in base alle possibili situazioni”.
Sia a Siena che ad Arezzo gli hub della campagna vaccinale sono rimasti chiusi per alcuni giorni a causa del mancato arrivo nei tempi previsti di dosi AstraZeneca. Com’è adesso la situazione e come proseguiranno le somministrazioni?
“Le nostre sedi sono a pieno regime, compatibilmente con le dosi a disposizione. Per far sì che tutte le forniture vengano impiegate nel minor tempo possibile, una volta arrivate nei nostri magazzini, i centri vaccinali saranno aperti anche a Pasqua e Pasquetta, con sedute mattutine e pomeridiane per un totale di oltre 7.000 vaccinazioni in tutta l’Asl nei due giorni. Per questo un grazie sentito va alla struttura e a tutti gli operatori che si sono messi a piena disposizione anche in questi giorni festivi”.
Dal 7 aprile scatterà l’obbligo di vaccinarsi per medici e per tutto il personale sanitario: qual è il suo pensiero al riguardo? In questo territorio qual è la percentuale di vaccinazioni per medici e personale sanitario?
“E’ importante vaccinare tutto il personale sanitario, in particolare in tutti quei settori che sono a contatto con anziani o categorie a rischio, e ritengo che la previsione dell’obbligo sia un fattore positivo. Nell’Asl siamo complessivamente intorno al 90% di sanitari vaccinati”.

 


 

E’ iniziato l’utilizzo del farmaco monoclonale sia all’ospedale di Siena che di Arezzo, si stanno ottenendo i risultati sperati? Quando crede che arriverà anche il farmaco di Tls, il cui utilizzo inizialmente era previsto a partire da marzo?
“Siamo alle prime fasi dell’utilizzo di un farmaco che potrebbe rivelarsi molto importante per la cura dei pazienti in ospedale. I primi riscontri sono positivi, aspettiamo più dati per poterci esprimere compiutamente ma le premesse sono confortanti. Sul farmaco di Tls non abbiamo notizie diverse da quelle rese pubbliche, quando arriverà saremo pronti a utilizzarlo”.
Come proseguiranno a Siena e ad Arezzo le attività di tracciamento e dei drive through? E’ necessario un ampliamento delle strutture attuali?
“L’attività di tracciamento ha prodotto risultati rilevanti, in particolare grazie alla centrale unica che ha consentito di compiere un salto di qualità nell’individuazione rapida dei contatti. In questa fase non sono previsti ulteriori ampliamenti”.
A Siena alcune contrade hanno dato la loro disponibilità sia per fare tamponi che vaccini nei loro locali. Potranno questi rivelarsi altri luoghi utili nelle prossime settimane?
“L’individuazione di ulteriori sedi sarà legata alla disponibilità di vaccini e sarà importante per consentire la capillarità dell’operazione. Tutte le offerte dovranno essere valutate in un quadro complessivo nelle prossime settimane, considerando in particolare quanti vaccini avremo a disposizione. Mi preme comunque ringraziare le contrade per la sensibilità. Non devo essere certo io a scoprire quanto rappresentino l’essenza di Siena, ma ne apprezzo enormemente lo spirito di collaborazione e di attenzione per tutta la comunità in questi tempi difficili”.
Come pensa che potranno essere effettuate le vaccinazioni nelle farmacie? Ci sarà una equipe medica a supporto?
“Il percorso è stabilito dall’accordo quadro tra Governo, Regione, Province autonome, Federfarma, Assofarm, il decreto non prevede équipe mediche a supporto”.
Arriveranno nelle prossime settimane tutte le dosi di vaccino promesse, tali da permettere una accelerazione nella campagna?
“Questa è una domanda che non si deve rivolgere a me. Noi abbiamo messo in piedi una struttura in grado di viaggiare spedita, l’arrivo delle forniture dipende da altri fattori”.
Lei si augura che si possa realmente arrivare alla produzione di vaccini anti-Covid alla Gsk di Rosia? Ritiene che sarebbe possibile farlo?
“Come azienda sanitaria ci auguriamo che arrivi il maggior numero di vaccini nel più breve tempo possibile. Sulle dinamiche produttive interne di Gsk non mi sembra opportuno né corretto prendere posizione”.
Come procede il lavoro delle Usca a supporto di chi è positivo al Coronavirus?
“Le Usca hanno rappresentato e continuano a rappresentare un punto di forza per contrastare la pandemia, grazie alla possibilità di estendere la presa in carico domiciliare. Non a caso il nostro bando per la ricerca di personale è ancora aperto, ci aspettiamo ulteriori adesioni per rafforzare questo settore”.
Nella provincia senese è stata revocata la convenzione a due alberghi sanitari, al momento rimangono attive due strutture. Una ad Arezzo (Anghiari). Come si può incentivare il loro utilizzo nell’intero territorio della Asl Toscana sud est?
“Gli alberghi sanitari rappresentano un’opportunità importante per chi non può rispettare l’isolamento al proprio domicilio. Le adesioni non sono state alte, perché la condizione di chi deve occuparli non è semplice: si tratta di persone positive ma che non richiedono cure. Noi ne abbiamo sempre incentivato l’uso, perché rappresentano una soluzione altamente consigliata, ma non possiamo disporre obblighi. Per questo il numero di strutture è diminuito, valuteremo nelle prossime settimane come proseguire”.