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Siena, Pasqua blindata. Il prefetto Maria Forte: "Più controlli per evitare gli assembramenti"

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Filippo Tecce 
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Pasqua in zona rossa, Siena a prova di assembramento. “È previsto un rafforzamento dei servizi di prevenzione e controllo — spiega il prefetto Maria Forte — è stato pianificato un potenziamento sia in termini di attenzione di quelli che sono i luoghi tradizionali di ritrovo della popolazione, sia per evitare che si registrino assembramenti non consentiti”.

 

E’ uno spiegamento di forze paragonabile a quello messo in campo per Natale?

“Sì. Questo è un periodo importante, che speriamo ci possa proiettare verso una fase successiva più favorevole. Insieme ai controlli servono i corretti comportamenti per essere sulla buona strada”.

Zona rossa, ma i contagi purtroppo faticano a frenare: serve intensificare i controlli o c’è bisogno di una maggiore responsabilità del singolo individuo?

“Sotto il profilo dei controlli c’è stato il massimo impegno delle forze di polizia insieme alle polizie locali. Dal 15 marzo dello scorso anno sono state controllate oltre 150mila persone e sanzionate oltre 1.900, più di 61mila attività commerciali e sanzionati 55 esercizi”.

Cosa dicono questi dati?

“Che c’è un grande senso di responsabilità da parte di tutta la cittadinanza. Sia del capoluogo, dove ha contribuito moltissimo l’apporto delle contrade, che di tutta la provincia. Ora serve perseverare”.

Da una pandemia sanitaria al rischio di una pandemia occupazionale: crede che questo impoverimento complessivo possa dare campo alle organizzazione criminali?

“La pandemia ha imposto limitazioni ad un territorio che ha una vocazione turistica preminente. C’è la massima attenzione verso chi si trova in situazioni complicate, anche con il rischio che arrivino capitali che possano avere provenienza illecita. Per chi si trova in difficoltà, avere un finanziamento subito può essere una soluzione di facile approdo. Penso però che gli strumenti di supporto messi in campo dal Governo siano volti ad arginare questo momento critico. Da parte nostra, come dicevo, è alta l’attenzione per evitare infiltrazioni illegali ed illecite”.

A proposito del tema lavoro, è stata invitata ad un incontro organizzato dall’Arcidiocesi di Siena in programma mercoledì 14.

“Sarò presente. Quando usciremo da questa situazione sanitaria si porrà il problema il lavoro. Discutere di scenari futuri e quali soluzioni adottare è fondamentale. Ben vengano iniziative così, sono occasioni di confronto significative”.

 

Come sta procedendo la campagna vaccinale per le forze dell’ordine?

“Va avanti. Si consideri che l’operatore di polizia è a contatto con svariate situazioni. La forze dell’ordine fanno un servizio essenziale, ci sono esigenze di sicurezza che hanno reso questa categoria tra quelle prioritarie”.

Nelle ultime settimane si è impegnata a portare al Governo le istanze dei sindacati sulla possibilità che la Gsk di Rosia possa produrre ed infialare i vaccini contro il Covid. Crede che alla fine arriverà una svolta positiva?

“Ci sono tutti i fattori favorevoli per avviare la produzione, stando a quel che mi hanno rappresentato le organizzazioni sindacali e chi è tecnico del settore, anche nell’azienda. Spetterà al governo valutare quali siano le strategie per il territorio nazionale. Per Siena la produzione ha una doppia valenza: prestigio e sviluppo del lavoro. Il tutto però si deve combinare con una strategia nazionale che il Governo dovrà valutare”.

Si è insediata a fine luglio dello scorso anno. Come giudica questi suoi mesi a Siena?

“Entrare in una realtà completamente ferma non dà la vita ordinaria, offre una visione falsata della realtà. Ho apprezzato molto il senso di rigore verso le regole. Per come Siena mi è stato presentata ho avuto delle conferme. Aspetto con ansia una vita normale per vivere a pieno questo territorio, ne ho conosciuto solo in parte le ricchezze”.