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Siena, zona rossa. Associazioni dei commercianti furiose: “Totale incapacità di gestione”

Filippo Tecce
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Confcommercio e Confesercenti di Siena non risparmiano nessuno. Dal governatore Eugenio Giani al ministro della salute Roberto Speranza. Piovono critiche sulla gestione della campagna di vaccinazione. La retrocessione della Toscana in zona rossa, e più in generale la gestione della pandemia ad un anno dal suo inizio, fa insorgere le due associazioni di categoria.  “E’ ora di cambiare strada, non c’è più tempo”, fanno sapere in una nota congiunta dai toni duri, che mette a fuoco l’esasperazione di commercianti esausti da un anno di chiusure e riaperture, da ristori giudicati insufficienti, dal senso di frustrazione per una crisi violenta per come sia è accanita: vanificando o rischiando di vanificare i sacrifici di anni. “E non è che prima del Covid la situazione fosse rose e fiori — spiega il presidente di Confesercenti Siena Leonardo Nannizzi — in molti hanno chiuso, qualcuno non riaprirà e altri stanno facendo i salti mortali per andare avanti”

 

La retrocessione in zona rossa non è andata giù alle due associazioni. “I dati della Toscana — faceva sapere Giani venerdì sera — hanno un valore di contagi su sette giorni pari a 251 su 100 mila abitanti, rispetto al limite previsto dal decreto legge di 250 su 100 mila abitanti”. Significa che la Toscana sarà in zona rossa da domani fino al 6 aprile. Questo, aggiungeva Giani, “tenendo conto che nei giorni 3-4-5 aprile si sovrappone al provvedimento del Governo per la zona rossa prevista in tutta Italia”.
Vuol dire che oltre al periodo di Pasqua, le misure restrittive avranno un impatto anche nei giorni precedenti. “Ancora non si è riusciti a trovare un equilibrio da un anno che è scoppiata la pandemia” attacca Nannizzi. Le due associazioni parlano di “totale incapacità di gestire il territorio e la collettività. Questo è il motivo — sostengono Confcommercio e Confesercenti — per il quale la Toscana torna in zona rossa e, nemmeno a farlo apposta, nella settimana che precede la Pasqua. Ancora una volta le nostre città torneranno ad essere un simulacro con negozi chiusi, vetrine spente e rari passanti che vagano per strade deserte”. 

 


La critica che muovono in coro Confcommercio e Confesercenti è sull’efficacia delle misure restrittive. Che a loro giudizio sono poco incisive sul fronte del correre del contagio ma estremamente impattanti sul tessuto economico della città. “lI contagio — spiegano le due associazioni — si propaga non per colpa dei ristoranti chiusi ormai da due mesi, non per colpa dei bar, non per colpa dei negozi”. C’è rabbia per gli effetti delle chiusure che si sommano agli investimenti fatti dai commercianti per rispettare le norme sanitarie.
In discussione finisce l’operato del ministro Speranza, che predica chiusure mentre “i contagi in Toscana hanno continuato a salire, regalandoci la sorpresa nell’uovo di Pasqua con una settimana di anticipo”. Duro l’attacco a Giani: “Quando inizierà ad esercitare il ruolo per cui è stato eletto?”. Al governatore viene contestato il modo di comunicare che “prende in giro i cittadini con dichiarazioni ballerine”. Riferimento alle affermazioni sulla zona arancione poi diventata rossa alla prova dei numeri.  “Basta con le parole al vento — avvertono le associazioni — il livello di guardia è superato. Smettete, tra Governo e Regione, di chiedere sacrifici a chi non ha più nulla e continua ad indebitarsi per mantenere accesa una fiammella di speranza e non gettare a mare quello che ha creato in anni con le proprie mani”. Chiusura sulla campagna vaccinale. “Migliaia di over 80 sono ancora in attesa di sapere se e quando saranno vaccinati”. Vaccino agli avvocati, non ai cassieri dei supermercati. “Siamo all’assurdo”, chiudono Confcommercio e Confesercenti.