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Coronavirus, Siena in zona rossa. Scaramelli: "Una decisione ingiusta"

Alessandro Lorenzini
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La zona rossa è “ingiusta” per il territorio di Siena. Lo dice il vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli, commentando il provvedimento che di fatto obbliga la regione alle più alte misure restrittive anti Covid fino a dopo Pasqua, compresa la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

“Sarebbe importante – sostiene Stefano Scaramelli, rappresentante di punta di Italia Viva in Toscana - avere maggiore tempo per consentire a chiunque la programmazione delle proprie attività, senza creare false aspettative. Per un soffio la regione è diventata rossa, con zone che hanno picchi più alti rispetto ad altre. Trovo ingiusto che aree come il senese, che hanno dimostrato grande senso di responsabilità e rispetto delle regole, scontino una situazione regionale complessiva che penalizza tutto il territorio”.

Lo stesso Scaramelli, prima dell’arrivo del provvedimento di zona rossa, aveva chiesto un “ritorno in presenza per le studentesse e gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, compresi le strutture ed i servizi educativi per l’infanzia”, con una mozione presentata in consiglio regionale assieme al collega di Italia Viva Maurizio Sguanci. “Dopo le festività pasquali le attività scolastiche devono riaprire in presenza per scongiurare - dicono Scaramelli e Sguanci nell’atto - le problematiche sociali, pedagogiche, culturali e psicologiche derivanti dalla chiusura prolungata delle scuole. Le categorie più fragili, gli anziani ma anche i giovani, devo essere al centro dell’agire politico”. “

Gli effetti dannosi sulle nuove generazioni - aggiungono i due esponenti toscani di Italia Viva - iniziano a farsi sentire in maniera insopportabile e con conseguenze incalcolabili. Non è sostenibile prolungare ancora il lockdown formativo”.  Al momento dopo Pasqua le scuole riapriranno in presenza fino alla prima media da dopo Pasqua, visto il nuovo provvedimento del Governo, che ha previsto il ritorno in classe degli studenti italiani indipendentemente dal colore.