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Coronavirus, a Siena gli alberghi sanitari non servono: la Asl revoca le convenzioni e riduce i posti letto

Antonella Lunetti
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Riduzione delle camere tenute occupate ma anche risoluzione delle convenzioni stipulate nei mesi scorsi per gli alberghi sanitari.  La Asl Toscana Sud Est, come aveva preannunciato, ha provveduto a rivedere gli accordi con i quali erano state “fermate” alcune strutture per l’emergenza sanitaria. Hotel del territorio dell’area vasta - tra Siena, Arezzo e Grosseto - che erano stati adibiti a ospitare malati positivi al virus bisognosi di strutture dove poter stare in isolamento ma anche operatori sanitari che lavorano in reparti Covid. L’esigenza di rivedere gli accordi era nata a seguito di uno scarso utilizzo delle strutture, che costavano alla Asl centinaia di migliaia di euro nell’arco di diversi mesi.

 

Ben 106 posti letto, solo a Siena (214 in tutta la Asl), per alberghi sanitari, con un utilizzo che, mediamente, non superava il 22% di occupazione mensile. A gennaio, poi, in fase di rinnovo delle convenzioni, la percentuale era stata a Siena dell’11%, minore a livello di Asl Tse, quando si scendeva addirittura a un tasso di occupazione delle camere del 7%. I dati erano balzati agli occhi grazie a un servizio del Corriere di Siena. La Asl - con delibera del 29 gennaio - aveva provveduto a rinnovare le convenzioni fino al 31 marzo con Hotel Porta Romana e Vittoria Design di Siena, a Poggibonsi l’Hotel Toscana Ambassador e il Firenze di Chianciano Terme, mentre aveva cessato dal primo febbraio la convenzione che esisteva con l’Hotel Panoramic di Montepulciano. Nella stessa circostanza, aveva rinnovato fino al 28 febbraio l’accordo sottoscritto con Hotel Executive di Siena ed Hotel Relais San Lorenzo di Abbadia San Salvatore, le cui camere erano state “fermate” per poter essere utilizzate da personale sanitario.

La proroga delle convenzioni, non solo per le sedi senesi ma anche per quelle di Arezzo (una struttura ad Anghiari) e Grosseto (tre in tutto) - un totale appunto di 214 posti letto - era costata all’Asl 813mila euro più Iva. Questione finita anche sui banchi del consiglio comunale di Siena, grazie a una interrogazione urgente di Forza Italia (con i consiglieri Lorenzo Loré, Orazio Peluso, Fabio Massimo Castellani e Maria Concetta Raponi) che aveva sollecitato chiarimenti. Criticato anche il fatto che, alla luce delle molte camere disponibili e della grande quantità di persone in quarantena (oltre duemila solo a Siena in quel momento) non sembrava affatto che venisse incentivato l’utilizzo di tali strutture.

Preso atto dello squilibrio effettivamente esistente tra camere disponibili e reale occupazione, la Asl aveva fatto sapere che avrebbe provveduto a una rimodulazione degli accordi. Così, con delibera del 16 marzo, il direttore generale della Asl Antonio D’Urso ha firmato la delibera per la “risoluzione delle convenzioni di alcuni alberghi sanitari, la riduzione di unità abitative, la proroga delle rimanenti convenzioni con strutture alberghiere da destinare ad albergo sanitario e a strutture ricettive per il personale sanitario operante in ambienti Covid”. Nell’atto, è stata decisa la risoluzione anticipata delle convenzioni stipulate con l’Hotel Toscana Ambassador di Poggibonsi (54 camere), l’Hotel Firenze di Chianciano Terme (31 camere) - entrambi a fare data dal 17 marzo -, riduzione a dieci unità abitative (con possibilità di ampliamento secondo le necessità) di una struttura di Grosseto, la proroga invece fino al 30 aprile delle strutture Porta Romana e Vittoria Design di Siena, una di Anghiari e appunto la struttura di Grosseto. Sono state prorogate fino al 31 marzo anche le tre strutture per personale sanitario, tra queste l’Hotel Executive di Siena e il Relais San Lorenzo di Abbadia San Salvatore.