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Siena, il sindaco De Mossi sul Palio: "Situazione in bilico, dipende tutto dai vaccini anti Covid"

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“Dipende tutto dai vaccini”. Il sindaco di Siena Luigi De Mossi è tornato a parlare della possibilità di effettuare le Carriere del 2021. Durante l’appuntamento in videoconferenza di ieri mattina sulla situazione Covid nel territorio comunale, il primo cittadino ha ribadito la sua posizione. “Mi dispiacerebbe molto non fare il Palio, come credo a tutti i senesi. E’ stato già molto doloroso prende quella decisione lo scorso anno, non vorremmo farlo ancora. Aspettiamo e vediamo: dipende dai vaccini, dal numero di dosi sarà possibile somministrare in questo periodo, poi prenderemo una decisione, anche in base all’evoluzione della pandemia. Purtroppo in questa fase il nostro territorio è colpito in maniera significativa. Dobbiamo aspettare e valutare bene, per cercare di capire: guardiamo con ottimismo al futuro”.

 

Il primo cittadino ha confermato che le previsite al Ceppo per l’ammissione all’albo e il calendario di addestramento del protocollo sono slittati: “Abbiamo posticipato le previsite al 9 e 10 aprile e anche le corse di addestramento. Vediamo come evolverà la situazione per decidere se recuperare qualche giornata”.
Non solo Palio nelle dichiarazioni del sindaco, che ha fatto anche il punto della situazione sull’emergenza Coronavirus nel capoluogo. “Dal 2 fino al 9 marzo – dice - siamo passati da 455 a 602 contagiati, è il dato più rilevante. In questo periodo c’è stato un aumento del 20 per cento dei bambini in età pediatrica e del 30 per cento dei loro genitori. Senza fare allarmismo, però anche i dati delle Scotte parlano chiaro (con i 11 pazienti registrati ieri). Se dovessimo superare la soglia dei 160 ricoverati, sarà la Asl a dover mettere a disposizione degli spazi. Gli enti si stanno coordinando”. 

 


De Mossi è tornato a parlare anche della chiusura delle scuole: “E’ giusto che ci siano preoccupazioni nelle famiglie, l’educazione si ottiene attraverso tante cose e la dad non basta, servono anche la socialità e il confronto con gli altri. Capisco il dispiacere e le problematiche che devono affrontare le famiglie, però accanto a questo dobbiamo tenere conto di altri fattori, fra cui il carico di lavoro delle strutture sanitarie, che devono portare avanti anche l’attività ordinaria. In più ci sono i problemi degli ospedali, con contagi che purtroppo possono esserci, come accaduto, anche nelle scuole e interessare insegnanti, lavoratori, operatori”.