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Coronavirus, a Siena 101 ricoveri: mai così tanti malati in cura alle Scotte. Allarme tra i giovani

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Carlo Pellegrino
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Il direttore sanitario dell’Aou Senese, Roberto Gusinu, sabato lo aveva previsto: “Temo che supereremo i cento ricoveri”. Così è stato: alle Scotte lottano contro il Covid 101 malati. E’ un numero alto, se rapportato alla popolazione, considerando che a Siena ci sono 270mila abitanti. Senza allontanarsi dalla Asl Toscana Sud Est i 223mila abitanti di Grosseto pesano all’ospedale Misericordia del capoluogo maremmano con 44 ricoveri; più complicata la situazione di Arezzo, con lo stesso numero di ricoveri di Siena, 101, all’ospedale San Donato, da confrontare però con una popolazione che raggiunge i 345mila abitanti. Peraltro, in questo momento, il policlinico accoglie soltanto pazienti della provincia: 54 dell’area senese, 31 dall’alta Valdelsa, 13 della Valdichiana senese e 3 dell’Amiata-Valdorcia. Non ci sono quindi persone in arrivo da altre province o regioni a pesare a “gonfiare” il totale delle degenze, come invece molto spesso è capitato (seppur con poche unità).

L’aumento della pressione sull’ospedale, d’altra parte, è stato esponenziale. A Capodanno i pazienti in cura erano 45, il numero più basso dal 26 ottobre, ovvero da quando l’Aou Senese ha iniziato a comunicare la situazione con un dettagliato e puntuale bollettino giornaliero, indicativo dello sforzo instancabile dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori contro il virus. La situazione è rimasta tranquilla fino a una ventina di giorni fa: il 5 febbraio i ricoverati erano 51, il 14 febbraio ancora 59. Poi la crescita è stata costante e non ha conosciuto pause: 66 il 18 febbraio, 73 il 21 febbraio, 79 il 24, 87 il 27. E la curva per ora non accenna ad appiattirsi, considerando che nella sola giornata di ieri sono stati comunicati altri 11 ingressi, a fronte di 7 dimissioni. Tra i 101 ricoverati 31 sono i malati più gravi, dei quali 17 in terapia intensiva e 14 che necessitano di assistenza respiratoria tramite casco; 79 si trovano in area Covid, 11 in area dipartimentale-medicina interna, 10 in malattie infettive, uno in area pediatrica.

 

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L’unica buona notizia, in una situazione tanto difficile, è il quadro dei decessi, “soltanto” tre negli ultimi giorni. Dal 14 al 23 febbraio una settimana e mezzo terribile, con almeno un decesso quotidiano, 16 in totale.

Cosa può succedere adesso? Difficile da dire. “Sappiamo che per vedere i risultati delle maggiori restrizioni della zona rossa servono due settimane - aveva spiegato il direttore sanitario Gusinu - ma ci sono troppe variabili da considerare prima di dire che avremo superato il peggio. Possiamo solo aspettare e farci trovare pronti”. Ciò che l’Aou Senese fa ormai da più di un anno, garantendo il massimo del supporto ai malati e alle loro famiglie.

Servono tempo e pazienza. Anche perché continuano ad essere alti i contagi in tutta la provincia: 95, quelli accertati dalla Asl Toscana Sud Est. Con il capoluogo che resta il punto più fragile, viste le 35 nuove positività. A Castelnuovo Berardenga i casi sono 10, Poggibonsi 9, Colle Val d’Elsa 8, Montepulciano 5, Sovicille e Asciano 4, San Gimignano e Monteroni d’Arbia 3, Cetona, Chianciano Terme, Monteriggioni e Sinalunga 2; un caso ad Abbadia San Salvatore, Buonconvento, Monteriggioni, Monticiano, Radda in Chianti, San Quirico d’Orcia e Torrita di Siena. Analizzando i dati emerge che il virus galoppa tra i giovani: 32 casi tra 0 e 18 anni. Una certezza su cui il sindaco De Mossi e gli assessori competenti dovranno fare i conti, quando - a breve - si tratterà di prendere una decisione sull’eventuale riapertura delle scuole a Siena. I casi tra i 19 e i 34 anni sono 14, 18 tra i 35 e i 49, 17 tra i 50 e i 64, 8 tra i 65 e i 79, 6 tra gli over 80. La Asl ha effettuato 1.508 tamponi, significa che il tasso di positività è attorno al 6,3%. Le persone positive in carico sono 1528, 49 le guarigioni.