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"Lo Stato resti in Banca Mps", risoluzione del consiglio regionale. De Mossi: "Segnale importante"

Alessandro Lorenzini
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“Prolungamento del mantenimento della partecipazione pubblica nel capitale di Banca Mps, con il rinvio della privatizzazione”. E’ uno dei passaggi più importanti della risoluzione votata a larga maggioranza, escluso il gruppo di Fratelli d’Italia che si è astenuto, dal consiglio regionale della Toscana, riunitosi per dibattere del futuro di Monte dei Paschi di Siena. Nel testo della risoluzione, scaturita da una rivisitazione condivisa con gli altri gruppi consiliari del documento presentato dal Pd, si impegna in particolare la giunta regionale a perseguire alcuni obiettivi ritenuti strategici per il territorio e per il futuro della banca, che ricalcano del resto quelli già espressi dalle istituzioni senesi. In particolare “la tutela delle professionalità interne e la salvaguardia occupazionale della forza lavoro” e proseguire “in collaborazione con i livelli istituzionali del territorio, il confronto istituzionale aperto con il Governo nazionale a difesa del risparmio e del credito in Toscana, nella ricerca delle migliori soluzioni tecniche possibili per garantire un futuro solido a Mps, presidio economico e occupazionale strategico per il territorio senese e toscano”.

Si chiedono anche “un’ulteriore proroga della norma sul golden power, esigenza dettata dalle mutate condizioni economiche e sociali che l’emergenza pandemica comporta” e “la salvaguardia del marchio e dell’integrità di banca Mps; la permanenza del cuore direzionale a Siena, come valore fondamentale nell’azione di consolidamento e rilancio dell’istituto bancario”. Istanze che erano state poste come priorità anche nell’incontro di fine dicembre fra le istituzioni territoriali e alcuni rappresentanti del Mef a Roma. La risoluzione approvata impegna la giunta regionale anche ad “attivarsi, per quanto di propria competenza, per sostenere un percorso che, in prospettiva, punti a valorizzare Banca Mps al fine di favorire la sua tenuta sul mercato, determinare ulteriori processi di crescita e strutturarne un consolidamento tale da avere in Toscana la sede e la governance del terzo polo bancario a livello nazionale, favorendo un’aggregazione tra soggetti economici paritetici”.

Un passaggio che ricalca fra l’altro l’istanza portata avanti dal vicepresidente del consiglio Stefano Scaramelli che aveva chiesto una seduta del maggiore consesso regionale sulla banca. Sempre nel documento finale si sottolinea di “valutare la possibilità e la necessità di esaminare le ragioni di credito della fondazione Monte dei Paschi di Siena, la quale ha promosso una richiesta di risarcimento verso la Banca Mps, e ad adoperarsi per favorire, per quanto di propria competenza, una composizione della controversia - se necessario anche attraverso un advisor - a tutela del territorio e del bene dei cittadini toscani”. Il sindaco di Siena, Luigi De Mossi ha accolto con soddisfazione la risoluzione: “Un segnale importantissimo che esprime un sentimento di rispetto e tutela da parte del consiglio regionale, che ringrazio unitamente al presidente Giani per il prezioso supporto e la sensibilità dimostrata verso la più antica e gloriosa banca italiana”.