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Coronavirus, Giani: "Produrre vaccini per il Coronavirus anche a Rosia con Gsk"

Gennaro Groppa
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Dobbiamo produrre i vaccini anti-Covid anche a Rosia”. Torna a parlare di questa ipotesi e possibilità il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che domenica 28 febbraio ha fatto una visita a sorpresa proprio a Rosia, al campo sportivo, dove è in corso e proseguirà fino ad oggi la campagna di screening “Territori sicuri”, con oltre 3.100 abitanti del territorio comunale di Sovicille che si stanno sottoponendo al tampone. Il governatore dimostra di essere presente sui territori. E così dopo essere stato pochi giorni fa a Monteroni d’Arbia in occasione della campagna di screening ieri ha fatto lo stesso a Sovicille. Dove si è concesso anche un fuori programma, recandosi ad Ampugnano per seguire l’arrivo della mezza maratona.

Presidente Giani, lei continua a seguire da vicino la campagna “Territori sicuri”, quali sono le sue sensazioni e considerazioni al riguardo?

“Sì, voglio rendermi conto da vicino come si sviluppa l’iniziativa. Qui nel territorio comunale di Sovicille oggi abbiamo coniugato lo sport con la campagna di screening, dato che ad Ampugnano ho assistito alla mezza maratona nella quale ci sono state prestazioni notevoli (è stato battuto il record italiano, ndr). Per quel che riguarda ‘Territori sicuri’ già abbiamo visto la rilevanza che ha avuto ad esempio a Chiusi e a Sansepolcro, dove tantissimi cittadini sono andati a sottoporsi al tampone. E’ evidente che così vengano fuori casi anche di asintomatici, questo è un ottimo sistema di prevenzione, consente di isolare i positivi e di effettuare rapidamente il tracciamento. Si riduce infatti il contagio inconsapevole. Si pensi che da quando è stata realizzata questa campagna di screening i casi sono diminuiti sia a Chiusi che a Sansepolcro”.

Crede che sarà necessario prorogare il provvedimento di zona rossa per la provincia senese?

“Intanto mi faccia dire una cosa. Nella storia del Coronavirus questa è stata una tappa fondamentale. Non era mai successo che tutti i sindaci di una provincia decidessero di concerto una misura di questo tipo insieme al presidente della Regione. Si è trattato di una scelta di responsabilità, a mio avviso è stata una grande prova di maturità. Lei mi chiede se sarà sufficiente una settimana di zona rossa? La risposta ce la daranno i dati. Tuttavia voglio rimarcare che l’Rt sul quale vengono prese decisioni è un dato che arriva in ritardo, non è attuale. Noi abbiamo cercato di leggere subito la situazione dei contagi e abbiamo deciso di intervenire immediatamente con un provvedimento”.

A Siena è aumentato negli ultimi giorni il dato dei ricoveri ospedalieri, lei è preoccupato?

“Certo, sono preoccupato, non posso non vedere questo aumento. La speranza da un lato è legata ai vaccini: fino a questo momento in Toscana abbiamo somministrato 300mila dosi. Ma mi è stato promesso che a marzo in Toscana arriveranno 450mila dosi, il che ci permetterebbe di imprimere una forte accelerazione superando entro fine marzo la quota di 700mila dosi iniettate. Un’altra speranza è legata ai tamponi, oggi in Toscana ne facciamo 23mila al giorno”.

Presidente, nello stabilimento della Gsk di Rosia sarà possibile arrivare a produrre vaccini Covid?

“Sto cercando di creare i rapporti con le imprese farmaceutiche. Mi dicono che a Rosia sarebbe possibile farlo, ho avuto un feedback da Confindustria (l’azienda starebbe preparando documentazione) e me lo dicono anche i sindacati che lì si potrebbe fare l’infialamento e che è presente tutta la catena di montaggio necessaria per le operazioni. Ne ho parlato nuovamente al ministro Speranza. Abbiamo davanti a noi altri due anni nei quali ci sarà la necessità del vaccino, e all’Italia serviranno 100 milioni di dosi all’anno. Io credo che non sia giusto che le Regioni si mettano sui mercati per acquistare le dosi, deve farlo lo Stato. Ma se riusciremo a produrre i vaccini in Italia sarà meglio, e dobbiamo farlo dove ciò è possibile, come nel caso del sito di Rosia”.