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Sos Animali: "Pochi comuni ci aiutano, a rischio il salvataggio dei cuccioli a Siena"

Carlo Pellegrino
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Con fatica, qualcosa si muove. L’associazione Sos Animali, che si occupa del recupero degli animali selvatici, a metà gennaio aveva lanciato l’appello: “O i Comuni ci aiutano, o in primavera sospendiamo il salvataggio dei cuccioli”. Un mese e mezzo dopo qualcuno ha risposto, grazie all’impegno della presidente Fiora Branconi, ma ancora la situazione è difficile. “Chiediamo solo che venga riconosciuto il nostro lavoro – afferma la dirigente della onlus – visto che il recupero e la cura dei cuccioli degli animali selvatici spetta alle amministrazioni comunali. Confermo che in primavera sospenderemo l’attività nei territori in cui non saremo riusciti ad arrivare a una convenzione. Nel 2020 l’associazione ha speso  80mila euro per il salvataggio degli animali nelle province di Siena, Grosseto e Arezzo”.

 

 

 

Soltanto a Siena lo scorso anno gli interventi sono stati un migliaio, nell’intero territorio provinciale. “Abbiamo bussato alle porte dei Comuni – afferma Branconi, presidente dal 2017 – al momento abbiamo ottenuto i rimborsi spesi del 2020 da Siena, Sinalunga e Monteroni d’Arbia, con Poggibonsi che è in arrivo. La convenzione per il 2021, invece, è stata firmata con Poggibonsi, Colle Val d’Elsa, Siena e Monteriggioni. Ovviamente è ancora troppo poco”. Anche perché l’attività va avanti, 365 giorni all’anno, in tutti i comuni del Senese. “Quando parliamo con le varie amministrazioni – insiste la presidente – percepiamo ancora una scarsa fiducia nei nostri confronti. Ci viene detto che non possono essere autorizzati i rimborsi perché non abbiamo una convenzione, esattamente ciò che noi andiamo a chiedere. Siamo autorizzati dalla Regione Toscana, che demanda agli enti locali il recupero dei cuccioli. Noi ci sostituiamo a loro, ma i salvataggi hanno un costo: le cure dei veterinari, il sostentamento degli animali finché non sono in grado di tornare nel loro habitat naturale. Vorrà dire che d’ora in poi quando riceveremo una chiamata, che sia da un privato, da un vigile del fuoco o da un rappresentante delle forze dell’ordine, inviteremo a chiamare la polizia municipale visto che la competenza è loro”.

Il Covid sta in qualche modo rallentando l’attività della onlus. “Ci sono meno auto sulle strade – conclude Branconi – questo significa anche una riduzione degli incidenti e degli animali feriti. Ma l’assenza di traffico spinge anche la fauna selvatica a  stare più in giro: per questo occorre ancora maggiore attenzione quando si guida, specie nel periodo attuale che è la stagione dell’amore degli ungulati”.