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Coronavirus, l'infettivologo Toti: "Anziana morta dopo il vaccino a Siena, aspettare i risultati degli esami"

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Gennaro Groppa
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E’ al momento difficile capire cosa sia avvenuto nel caso della rsa Bottai di Colle Val d’Elsa dove una donna di 95 anni già vaccinata con entrambe le dosi del Pfizer-Biontech è risultata positiva al Coronavirus, colpita da una variante inglese, ed è morta all’ospedale delle Scotte nella notte tra mercoledì e giovedì. Oltre a lei altre 11 persone della residenza sanitaria assistenziale, altri 9 ospiti e 2 operatori sanitari, sono state infettate dal Coronavirus. “Questa è una malattia che fino ad un anno fa non si conosceva. Molte cose su questo virus restano ancora oggi relative al campo delle ipotesi, capita che a volte si parli troppo presto di determinati aspetti e situazioni”. Parola di Mario Toti, medico infettivologo di caratura nazionale, ora in pensione e che nel corso della sua carriera è stato anche primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Grosseto oltre che presidente nazionale della Simit, la Società italiana malattie infettive e tropicali.

Dottor Toti, com’è possibile ciò che è successo a Colle Val d’Elsa?

“Guardi, prima di tutto si devono valutare bene gli aspetti relativi alle tempistiche. Perché il vaccino agisca e faccia effetto occorre che sia passato un po’ di tempo dopo le somministrazioni delle due dosi. Le faccio un esempio: se una persona si fa un taglio vengono dati il vaccino e anche il siero antitetanico per fare in modo che abbia subito gli anticorpi”.

Ma in questo caso dal momento della somministrazione della seconda dose è passato quasi un mese.

“Beh, sì, in un lasso di tempo simile il vaccino dovrebbe già essere efficace. Bisogna vedere quale sarà la risposta dell’analisi che è in corso relativamente alla presenza o meno di anticorpi per capire quale sia stata la risposta vaccinale nelle persone risultate positive al Coronavirus. Io ho avuto il Covid e facendo il test ho scoperto che ho ancora gli anticorpi”.

Però nel tempo questi anticorpi vengono meno, non è così?

“Durano per un po’ di tempo. Le faccio un altro esempio. Il morbillo non muta, non cambia mai. E con il morbillo l’organismo riesce a difendersi dopo che lo si è contratto, esiste una memoria immunologica nell’organismo che consente di avere una risposta anticorpale qualora si riavesse un contatto con il virus”.

La memoria immunologica potrebbe reagire anche nei confronti del Covid-19?

“E chi lo sa... Con l’influenza non agisce, per questo motivo ogni anno viene effettuata una campagna antinfluenzale. Per quel che riguarda il Covid-19 tanti aspetti non sono ancora noti, si tratta di una malattia nuova. E ancora si sa poco anche relativamente ai vaccini”.

Qual è la sua idea sulla campagna vaccinale?

“Io ritengo che siano stati fatti dei miracoli per poter avere il vaccino in tempi tanto stretti e rapidi. Credo anche che sia stato un po’ tralasciato il discorso delle terapie, che sono altrettanto importanti e sulle quali forse potevano essere effettuati investimenti più ingenti. Comunque i vaccini vanno fatti. Ci si deve vaccinare. Tuttavia non mi stupisce che ci siano persone vaccinate che si sono infettate. Può darsi che abbiano sviluppato l’infezione prima che si formassero gli anticorpi”.

Oppure questi vaccini non proteggono dalla variante inglese del virus.

“E’ tutto da vedere. Virologi molto importanti hanno assicurato che lo Pfizer-Biontech protegga anche dalla variante inglese”.

Secondo lei è giusto tenere le scuole aperte in questo momento?

“Sarebbe troppo semplice dire da virologi che tutti devono stare chiusi in casa per un anno senza vedere nessuno e senza avere nessun tipo di contatto. Credo invece che si debbano prendere in considerazione tanti aspetti. Nei più giovani, ad esempio, vanno anche valutati quelli che possono essere gli effetti dell’isolamento e del non andare a scuola. Io ritengo che tenere le scuole aperte sia abbastanza giusto, pur con tutte le cautele e le precauzioni del caso e del momento attuale. Se ripenso a quel che si diceva qualche mese fa credo ad esempio che i banchi a rotelle non fossero la soluzione migliore per difendersi dal Coronavirus”.

In Italia si sta portando avanti questa battaglia nella maniera migliore?

“Credo che nella prima fase della pandemia in pochi siano riusciti a fare ciò che è stato fatto in Italia. Mentre per quanto riguarda la vaccinazione siamo indietro, probabilmente in Europa qualcuno ha sbagliato qualcosa. Il virus è un parassita obbligato, se non trova un individuo vergine muore. Quindi le persone si devono vaccinare, più ritardi ci sono nella campagna vaccinale e più aumentano i problemi. E in più vengono fuori le varianti. Per diverso tempo mi sono chiesto perché non venissero coinvolti i medici di base per una campagna vaccinale simile a quella dell’influenza. La risposta è semplice: non ci sono i vaccini, come vediamo ne arrivano pochi alla volta”.