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Covid, provincia di Siena in zona rossa fino al 7 marzo: oggi la decisione su asili e primarie

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Covid, provincia di Siena in zona rossa fino al 7 marzo. Ed è attesa nella giornata di oggi, dopo la riunione della giunta comunale, la decisione dell’amministrazione sulla possibile chiusura da lunedì di asili, scuole materne ed elementari sul territorio comunale. E’ possibile che il Comune proceda in questo senso, allargando dunque la chiusura a queste strutture dopo quella ordinata per le medie e le superiori dei giorni scorsi, visto l’approdo della città e della provincia da oggi e fino al 7 marzo in zona rossa. 

 

Il sindaco Luigi De Mossi si dichiara “d’accordo con la decisione di Eugenio Giani”, a cui ha assicurato “tutto il supporto dell’amministrazione comunale e della città di Siena” annunciando “la valutazione che faremo sulla chiusura di scuole materne ed elementari con apposita ordinanza”. “Come sempre - aggiunge De Mossi - mi appello al senso civico dimostrato in questi mesi dai cittadini in una fase così complicata della pandemia, che necessita un ulteriore sforzo per tutelare la salute di tutti e preservare le strutture sanitarie”. Preoccupano soprattutto le varianti, che mostrano tutta la loro aggressività nei contagi.

 

“Preoccupano molto – conferma l’assessore alla sanità del Comune di Siena, Francesca Appolloni - la campagna vaccinale è partita, si fanno 1.500 vaccini su Siena ogni settimana, trecento al giorno di media nell’hub del Palagiannelli. Ma siamo solo all’inizio e quindi il vaccino non è riuscito ancora fare un’adeguata barriera alle varianti, che, soprattutto nel caso di quella inglese, hanno come caratteristiche la grande aggressività e la capacità di trasmissione”. “La zona rossa è una decisione concertata - aggiunge Appolloni - non calata dall’alto e che ci trova d’accordo, è corroborata dai dati di cui disponiamo sia da parte della Asl che dalle Scotte. E’ una misura necessaria per contenere e continuare a governare un fenomeno che a causa delle varianti è particolarmente in crescita. E’ un sostegno doveroso al personale sanitario che gestisce la situazione in prima linea”.